Gaetano Di Chiara

Nato a Cagliari il 22/11/1945, si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Cagliari. Dopo la laurea , ha trascorso un periodo di circa 3 anni presso il Laboratory of Chemical Pharamcology del National Institutes of Health , a Bethesda nel Maryland (USA). Rientrato in Italia , diventò Contrattista di Ricerca e quindi Assistente Ordinario alla Cattedra di Farmacologia, Facoltà di Medicina, della stessa Università. In quel periodo ha ricoperto per incarico l'insegnamento di Tossicologia e di Farmacologia II a Medicina.

Nel 1979 ha vinto il concorso a cattedra di Farmacologia ed è stato chiamato dalla Facoltà di Medicina a ricoprire la cattedra di Tossicologia. Dopo i tre anni dello straordinariato il Prof. Di Chiara è stato chiamato dalla Facoltà di Farmacia dell'Università di Cagliari, presso la quale ha fondato il Dipartimento di Tossicologia e di cui è Preside dal 1997.

Il Prof.Di Chiara è stato Presidente della Conferenza dei Presidi di Farmacia , della European behavioural Pharmacology Society (EBPS) e della Federation of the European Neuroscience Societes (FENS). Il Prof .Di Chiara è tra i ricercatori più citati (Highly Cited) secondo l'ISI (Institute for Scientific Information) di Philadelfia (USA) nelle discipline Neuroscienze e Farmacologia. Le sue ricerche riguardanno il meccanismo d'azione di farmaci ad azione centrale (antiparkinsoniani, antidepressivi, neurolettici) e i meccanismi neurotrasmettitoriali alla base di del comportamento predatorio, stereotipato e tossicomanico.

Modelli animali e malattie: due facce della stessa medaglia

Dopo le azioni violente, come l’assalto allo stabulario del Dipartimento di Farmacologia dell’Università di Milano e la "liberazione" e trasferimento degli animali dagli ambienti perfettamente condizionati in cui vivevano, ai freddi, umidi e malsani bagni di casa, ora gli animalisti ci provano con la "moral suasion" (absit iniuria verbis, dato che finora la si è riferita al Presidente Napolitano). Così la Sen.

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Chi ha detto che la ricerca non paga. Che non sia così lo dimostra il progetto Human Genome, lanciato dagli USA nel 1999 e costato un po’ meno di 4 miliardi di dollari in 10 anni ma che, a tutt’oggi, ha fruttato 796 miliardi di dollari in attività economiche ed ha generato 310.000 posti di lavoro.