Ernesto Carafoli

Nato in Italia, nel 1932. Laureato in Medicina all’Università di Modena nel 1957. Libera Docenza in Patologia Generale (1965) ed in Biochimica (1968). Fogarty International Postdoctoral Fellow nel Dipartimento di Chimica Fisiologica della Johns Hopkins University di Baltimora, MD, USA (1963-1965). Visiting Lecturer nello stesso Dipartimento (1968-1969). Assistente Ordinario nell’Istituto di Patologia Generale dell’Università di Modena (1959-1965), quindi Aiuto nello stesso Istituto (1965-1972). Professore Ordinario di Patologia Generale all’Università di Padova nel 1973, quindi Professore Ordinario di Biochimica al Politecnico di Zurigo (Svizzera) ETH dal (1973-1998).

Direttore dell’Istituto di Biochimica del Politecnico di Zurigo nel 1978 e dal 1987 al 1991. Professore Ordinario di Biochimica all’Università di Padova dal 1990 al 2004. Dal 1971 al 1991 Professore a Contratto in varie Università Italiane. Visiting Professor all’University of Nairobi, (Kenya), all’Universidad Nacional Autonoma di Mexico City (Messico), all’Universidad Central de Venezuela (Caracas, Venezuela), ed alla Case Western Reserve University di Cleveland (OH, USA). Direttore Scientifico dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (Padova) dal 2000 al 2005. Gli sono stati attribuiti circa 20 premi ed onorificenze internazionali, incluse quattro lauree Honoris Causa. E’ socio di una decina di Accademie Internazionali e Nazionali (di alcune socio onorario). Membro dei Comitati Editoriali di numerosi periodici, Editore (o co-editore) di circa 20 volumi. Membro di Comitati Scientifici di Enti ed Istituzioni di Ricerca in numerosi paesi europei, e di Organizzazioni di Ricerca Internazionali. Relatore a circa 300 Congressi e Simposi Internazionali (circa 25 letture plenarie). Ha pubblicato circa 500 articoli su argomenti di biochimica e biologia cellulare su periodici internazionali.

Vogliamo dire qualcosa di serio sulla valutazione?

Non so, forse sarà stato l’inizio effettivo dell’attività dell’ANVUR, o qualche notizia giunta da fuori, vedi le valutazioni comparative dell’OCSE: sta di fatto che parlare di valutazione sembra ora essere divenuto una moda. Non passa giorno senza che qualche giornale ne scriva, e se si vuole sentirne discettare sui links elettronici non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Quanta nostalgia del DDT ...

Alcuni dei punti sollevati da Jean Marie Lehn nel suo recente editoriale partivano dalla chimica per giungere a un discorso molto più generale. Uno in particolare toccava da vicino i temi ambientalisti che abbiamo più volte sollevato, e che da ultimo hanno suscitato tante vivaci discussioni: il tema degli effetti perversi che può avere l’applicazione emotiva, e quindi irrazionale, dei sacrosanti principi di difesa dell’ambiente. Veniva a puntino per le discussioni che abbiamo stimolato, ed eccomi quindi qui per riprenderlo e approfondirlo.

Una vita (quasi) artificiale

L’annuncio di Craig Venter sulla creazione della “vita artificiale” sta deflagrando sui giornali di tutto il mondo. Ed è giusto che sia così, dato che si tratta di un esperimento di eccezionale interesse, di cui anche Scienza in Rete, come è ovvio, si deve occupare. Anche perché -siamo alle solite- molti dei nostri giornali si sono limitati a gridare la notizia, abbellendola di commenti fantasiosi e di previsioni mirabolanti. Dunque, respiriamo a fondo, diamoci una calmata, e vediamo di dire in modo pacato di che cosa si sia trattato.