Sociologia della scienza

Scienza, sostantivo maschile

Rita Levi Montalcini - Credits: photo by audrey_sel - Flickr - Licenza: CC BY-SA 2.0.

 

Che esistano pregiudizi di genere è un fatto talmente scontato che non mette conto dilungarsi in spiegazioni. Ma la scienza ne è immune? Quali e quanti pregiudizi si annidano ancora, in maniera conscia o inconscia, nella mente e nelle azioni di chi partecipa o gestisce un’impresa scientifica?

E’ una delle domande che abbiamo posto tramite un concorso, nell’ambito del progetto europeo GENERA1, a studentesse e studenti degli istituti secondari superiori italiani.

Scienza e (è) democrazia

Primo incontro del CERN Council, 1952. Da destra a sinistra: Chr. Schmelzer, J. B. Adams, X, C.J. Bakker, L. Kowarski, P. Preiswerk. L'incontro ebbe luogo nel vecchio "Batiment electoral" a Ginevra. Credit: CERN (Terms of use for CERN audiovisual media).

Il professor Roberto Burioni lo dice da tempo nel suo seguitissimo blog e lo ha ribadito nel suo ultimo libro, La congiura dei somari, il cui sottotitolo recita esplicitamente: Perché la scienza non può essere democratica. Ebbene, sia chiaro, la battaglia di Roberto Burioni contro le false notizie scientifiche e le affermazioni del tutto infondate, come quelle propalate dai no-vax, è sacrosanta. E merita tutto il nostro appoggio.

Trieste città ideale per ESOF 2020

La città di Trieste si è candidata a ospitare ESOF 2020, l’EuroScience Open Forum City of Science che, a partire dal 2004, ogni due anni, in una diversa città europea, diventa occasione per una discussione internazionale intorno ai temi della scienza e della tecnologia anche, e soprattutto, nelle sue pieghe sociali e politiche. Una grande occasione d’incontro che coinvolge migliaia di ricercatori, comunicatori, stakeholders, politici di tutto il continente.

Rivoluzione CRISPR

 

Immaginiamo degli studiosi che conducono ricerche sui sistemi di difesa dei batteri dall’aggressione dei virus: apparentemente quanto di più “di base” si possa immaginare nella ricerca scientifica. Poi succede che una coppia di brillanti ricercatrici compia il salto che porta questo filone di ricerca a generare uno strumento capace di cambiare l’uomo, le piante e gli animali, a correggere e manipolare il patrimonio genetico con la finezza di un correttore di bozze. Lettera per lettera.

La scienza in marcia, ma quale scienza?

Tra pochi giorni una Marcia per la Scienza mobiliterà ampi strati della comunità scientifica statunitense per affermare l’importanza della ricerca nell’affrontare le sfide ambientali e sociali della nostra società. La marcia prende le mosse dalla “Women’s March” organizzata dal movimento femminile immediatamente dopo l’insediamento di Trump, Il 21 e 22 gennaio scorso, che aveva portato in strada mezzo milione di persone in diverse città degli Stati Uniti.

Se il Governo ignora la scienza

La legge di stabilità decide, di anno in anno, come vengono ripartite le risorse per fare funzionare la macchina dello stato. La sanità, la scuola, la difesa, il welfare fanno la parte del leone.
Per ultima viene la ricerca: certamente affascinante, sicuramente indispensabile alla crescita del paese, ma spesso ritenuta un lusso che non ci possiamo permettere.
Questo è un particolare vero per le discipline che non vengono percepite come necessarie per il miglioramento della qualità della vita.

Dall'atomica alla slow science

Il 6 e il 9 agosto del 1945 gli USA sganciarono su due popolose città giapponesi le prime due bombe atomiche della storia. Una distrusse Hiroshima, l’altra Nagasaki: centinaia di migliaia i morti e altrettanti se non di più i feriti e i traumatizzati, molti non ancora nati. Il Giappone s’arrese e finì così la seconda guerra mondiale. Ma quelle due bombe segnalarono all’umanità l’inizio di un’era da cui potrebbe anche non uscire e che comunque vive e vivrà con l’angoscia che la sopravvivenza sua e della vita quale la conosciamo è a rischio.

In ricordo di Enrico Bellone a quattro anni dalla scomparsa

Quattro anni fa, il 16 aprile del 2011, ci lasciava Enrico Bellone. Storico e filosofo della scienza di valore, serio e impegnato divulgatore, intellettuale militante, Enrico Bellone è stato ed è un punto di riferimento per tutti coloro che hanno a cuore la scienza e il futuro del nostro Paese.

Le basi per una società democratica della conoscenza

In un saggio che abbiamo pubblicato, postumo, sul primo numero di Scienza&Società, nell’ottobre 2007, il filosofo Umberto Cerroni (1926-2007) notava come il secolo scorso, il XX dell’era cristiana, fosse stato caratterizzato da due processi decisivi: l’enorme espansione della scienza e l’enorme espansione della democrazia.

Come gli scienziati percepiscono il loro ruolo nella società

L’Associazione statunitense per il progresso delle scienze (AAAS) ha nei giorni scorsi reso pubblico, mediante la sua rivista Science, un rapporto realizzato in collaborazione con gli esperti del PEW Research Center, sull’immagine che della scienza e dei suoi rapporti con la società hanno, negli Stati Uniti d’America, gli scienziati e il pubblico di non esperti.

Come evitare una libertà dimezzata

Un’opera filosofica che godeva da noi di grande prestigio qualche decennio fa ma che, a mio giudizio, è sovrastimata, Dialettica dell’Illuminismo di Theodor Adorno e Max Horkheimer, è ricca di affermazioni che potremmo trovare divertenti, se non fossero delle caricature di quella che è la reale pratica scientifica.
Ne cito una per tutte: “La forma stessa deduttiva della scienza riflette coazione e gerarchia1.

Il Wiener’s day for peace: fra etica e pace

Il 26 novembre 2014, giorno di compleanno di Norbert Wiener, a 120 anni dalla nascita e 50 dalla morte, si terrà un Wiener’s day for Peace, a Pisa, alle ore 15.30, ospitato dalla Scuola Normale Superiore, nella bella Sala degli Stemmi.
Nonostante si tratti di un solo denso pomeriggio, si può considerare un evento storico, se si considera che per trovarne uno analogo, occorre riandare al “Wiener Memorial Meeting” dell’ottobre 1965 a Genova.

La voce dei ricercatori. Un’indagine in campo ambientale

La condivisione dei dati rappresenta per molti un dilemma o perfino un enigma: il dilemma di disporre di una notevole quantità di dati acquisiti da strumentazioni sofisticate e la necessità di selezionarli, elaborarli e magari confrontarli con altri provenienti da fonti e/o settori disciplinari diversi al fine di acquisire nuove conoscenze; l’enigma che, a partire da un’incerta definizione di dato, deve essere sciolto analizzando scopi e processi di acquisizione, metodi scientifici e obiettivi da raggiungere ma anche modalità di elaborazione e conservazione proprie di specifici settori scie

La Scienza e gli italiani: dieci anni di rivelazioni

Smontato uno dei luoghi comuni più forti sulle conoscenze scientifiche dimostrate dagli italiani: ci interessiamo sempre più di scienza e lo facciamo volendo ricoprire un ruolo attivo e competente. Questa la fotografia scattata dal centro di ricerca Observa Science in Society, proposta all'interno dell'Annuario Scienza Tecnologia e Società 2014. L'edizione 2014, curata da Massimiano Bucchi e Barbara Saracino, festeggia i primi dieci anni di raccolta e analisi dei dati da parte dell'Osservatorio Scienza Tecnologia e Società.

Il TAR e la pseudoscienza

Guardo in cielo in una serena giornata invernale, l’aria è tersa e da Milano si vede il profilo inconfondibile del Resegone. In cielo si notano alcune scie lasciate da aerei che volano ad alta quota. Ho sempre pensato che fossero il risultato della condensazione e successiva solidificazione di vapor acqueo che, in base alle diverse condizioni ambientali (pressione, temperatura e umidità dell’aria ad esempio) assumono forme e hanno evoluzioni e durate diverse. Cristalli di ghiaccio, in parole povere.

Noi stiamo con il Mario Negri

L’Organizzazione animalista ‘Animal Amnesty’ ha indetto per sabato 30 novembre una manifestazione nazionale a Milano contro la sperimentazione animale, denominata strumentalmente ‘vivisezione’.
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di portare i partecipanti davanti alla sede dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’ per manifestare, si dice nel comunicato di convocazione, contro il suo direttore ‘il vivisettore Silvio Garattini’.

Una ricetta per curare la scienza

E' da tempo che si parla di scienza malata. Questo era il titolo di un libro pubblicato già nel 2010 dal genetista Laurent Ségalat che evidenziava gli aspetti fondamentali di questa patologia: la ricerca spasmodica di pubblicazioni ad alto impatto per ottenere sempre nuovi finanziamenti entrando in un circolo vizioso senza fine.
E' la domanda che sorge spontanea è se questo sistema porti realmente ad un avanzamento delle conoscenze.

Il bagnino e i samurai

Leggendo di slancio “Il bagnino e i samurai” e subendone tutto il fascino doloroso, il primo paragone che mi viene in mente è con un altro libro di Daniela Minerva (e Carlo Bernardini): “L’ingegno e il potere”, sul caso Ippolito. Nel campo dei farmaci oncologici, come della chimica farmaceutica in generale, per non dire della chimica e basta, si vive lo stesso senso di fallimento che per il nucleare, anche qui dopo una splendida partenza tutta italiana negli anni 60-70.

E’ veramente “malata” la ricerca biomedica?

Un recente numero dell’Economist ha dedicato alla ricerca scientifica la copertina, dove figurava la scritta “How science goes wrong”, e un lungo articolo: ‘Trouble at the lab. Scientists like to think of science as self-correcting. To an alarming degree, it is not’; . Leggendolo, ci si rende conto che in realtà non si parla di ricerca scientifica in generale ma di ricerca biomedica, a parte un fugace cenno a “lavori” di psicologia cognitiva che anche a dire di uno dei padri (D.

Claude Bernard e la nascita della biomedicina

Scrivere un libro su un genio della scienza o dell’arte è una sfida ardua. La mole mastodontica del materiale a disposizione e la scelta tra che cosa dire e che cosa tralasciare impone un notevole rigore metodologico sia nella ricerca e valutazione delle fonti, sia nella scrittura. Ancor più se si vuole farne una vulgata, un’edizione leggibile per tutti, specialisti e non.

Vita da ricercatore: privilegio e responsabilità

Diceva Albert Einstein “La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Senza crisi non ci sono sfide e non c’è merito. Lavoriamo duro e finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla” (1).

MiTo: oltre la musicoterapia per curare il disagio

Sabato 14 settembre, nell'ambito del Festival MITO SettembreMusica, il Teatro Franco Parenti di Milano ospiterà con Musica & Cervello la giornata Oltre la musicoterapia: curare il disagio, organizzata dal Festival in collaborazione con Esagramma, il Politecnico di Milano, la Fondazione IRCSS, l'Ospedale Niguarda Ca'Granda e l’Istituto Neurologico Carlo Besta, dedicato al rapporto tra musica e cervello.

Memi e libertà

Una convinzione profondamente radicata in tutti noi è che siamo liberi e che decidiamo liberamente che cosa fare. Questa nostra convinzione non è determinata dalla ragione, che ci dice che liberi non possiamo essere (Laplace, A Phylosophical Essay on Probabilities, 1840), ma dall’esperienza che nella vita di tutti i giorni alcune decisioni su come agire nascono in noi, altre ci sono imposte. Il vero contrasto quindi con libertà è costrizione.

La scienza in TV dagli anni ’50 a oggi

“Il formichiere è veramente feroce e pericoloso, in quanto si erge sulle zampe posteriori e con gli unghioni di cui sono armate le zampe anteriori assalta il suo nemico e può squarciarlo molto facilmente. E di questa ferocia ha dato prova dopo la trasmissione, quando si è trattato di rimetterlo nella sua cassetta, non che abbia squarciato nessuno…” racconta Bianca Maria Piccinino aprendo una puntata di L’amico degli animali, uno dei primi programmi televisivi italiani a tema scientifico, andato in onda dal 1956 al 1964.

Non dimentichiamo Hiroshima e Nagasaki

6 Agosto 1945, ore 8.15 del mattino: gli Stati Uniti sganciano su Hiroshima “Little Boy”, la bomba ad uranio della potenza esplosiva pari a 15.000 tonnellate di tritolo che all’istante uccide circa 68.000 esseri umani e ne ferisce circa 76.000.

9 Agosto 1945, ore 11.02 del mattino: gli Stati Uniti sganciano su Nagasaki “Fat Man”, la bomba al Plutonio della potenza esplosiva di circa 22.000 tonnellate di tritolo che all’istante uccide circa 38.000 esseri umani e ne ferisce circa 21.000.

Economia e ricerca nella Società della Conoscenza

Da alcuni anni vengono evidenziate, in occasioni diverse, due questioni apparentemente tra loro divergenti. Il riferimento è da un lato alle affermazioni intorno allo stato dell’economia mondiale e, anche, di quella italiana, che traducono una valutazione a dir poco molto critica, e dall’altro alle indicazioni di ordine certamente più accademico e teorico, ma sempre in materia di sviluppo economico e sociale, del tutto differenti nella qualità e nelle prospettive che vengono avanzate e che sembrerebbero offrire uno scenario del tutt

Scientific data sharing: ricerca e open science, un workshop

Lo sviluppo di modelli e strumenti per una maggiore e più efficace condivisione dei dati rappresenta attualmente uno degli obiettivi prioritari per il mondo della ricerca. Mettere in comune dati e conoscenze non può che essere un fattore di progresso e un elemento in grado di favorire pratiche scientifiche più rigorose e trasparenti. E non solo! Tutti, dai singoli cittadini alle istituzioni, possono beneficiare dei vantaggi offerti da questa rivoluzione.

A fronte di vantaggi e potenzialità, alcuni importanti interrogativi devono, tuttavia, trovare una risposta:

Scientific data sharing: Research and open science workshop

The development of models and tools for greater and more effective data sharing is currently one of the main objectives of researchers. The pooling of data and knowledge will certainly foster progress and help promote more rigorous and and transparent scientific practices. And not only that! Everyone, from individual citizens to institutions, can benefit from the advantages offered by this revolution.

Despite these advantages and potential developments, there are, however, some important yet unanswered questions

Scienza connessa, tra analfabetismo e nuovi media

Il 58,4% della popolazione italiana accede a internet. Se si raffronta questo dato con gli altri Paesi europei, la cui media è del 73%, si vede che l’Italia precede Cipro (57,7), Portogallo (55,2), Grecia (53) e Romania (44,1). L’indice di penetrazione più elevato (90% circa) è detenuto dai Paesi scandinavi, i Paesi Bassi e il Lussemburgo, mentre la Germania si attesta all’83% (Fonte: Internetworldstats).

Berlino, la capitale dei talenti

Berlino è povera, ma sexy. Klaus Wowereit, sindaco dal 2001, ha descritto così la capitale tedesca. È vero, la città-Stato deve fare i conti con un debito elevatissimo che potrebbe aumentare, secondo le previsioni, sino a circa 65 miliardi di euro entro la fine del 2015. Tuttavia, la metropoli costituisce uno tra i più grandi e più moderni centri scientifici di tutta Europa, essendo sede di quattro università, sette accademie tecniche e 70 istituti di ricerca.

Una sentenza inadeguata contro gli scienziati

In relazione alla condanna inflitta ai membri della Commissione Grandi Rischi dal Tribunale de L'Aquila, esprimiamo la nostra solidarietà ai ricercatori della Commissione. Si tratta infatti di una condanna che attribuisce alla Commissione responsabilità che non poteva avere né dal punto di vista istituzionale, essendo la sua funzione puramente consultiva e quindi priva di poteri decisionali, spettanti agli amministratori locali, né dal punto di vista scientifico.

I tanti errori sul terremoto dell'Aquila

Una delle frasi più abusate in questo strano Paese è “le sentenze non si commentano, si rispettano”. L'ha ripetuta anche ieri Fabio Picuti, sostituto procuratore de L'Aquila, dopo la lettura della sentenza che, andando oltre le sue stesse richieste, ha condannato a sei anni di reclusione per omicidio colposo i sette membri della Commissione Grandi Rischi (sei più uno, a dire il vero) da un anno sotto processo per i fatti legati al terremoto del 6 aprile 2009. Un pubblico ministero è tenuto a rispondere così, noi no.

Condannati per cattiva comunicazione della scienza

Li hanno condannati tutti, con una pena durissima: 6 anni di reclusione. Li hanno condannati tutti, i membri della Commissione Grandi Rischi che si riunì a l’Aquila poco prima del terremoto del 6 aprile 2009. Li hanno condannati tutti, dirigenti della Protezione Civile e illustri geofisici come Franco Barberi  ed Enzo Boschi, non per «cattiva scienza» ma per «cattiva comunicazione della scienza».

Verso la knowledge society

La Commissione Europea ha messo al centro della sua attenzione l’innovazione, dapprima lanciando la sfida di una "Europa innovativa", già prima dello scatenarsi della crisi mondiale, e poi con il proclama di voler diventare una Innovation Union. In un documento di lavoro dall’ambizioso titolo Consultation on Future ‘EU 2020’ strategy (consultabile in allegato), già si leggeva in effetti che: "Questo è un tempo di profonde trasformazioni per l’Europa. […] La conoscenza è il motore per una crescita sostenibile.

In memoria di Paolo Rossi

Il 14 gennaio 2012, a Firenze, è scomparso Paolo Rossi. Era nato a Urbino il 30 dicembre 1923. Alla storia delle idee scientifiche Rossi ha dato contributi fondamentali, che sin dagli inizi gli sono valsi una vasta notorietà internazionale, testimoniata, oltre che da prestigiosi riconoscimenti, dalla traduzione in più di dieci lingue delle sue opere.

Il rapporto incrinato fra scienzati e società in Italia

Discutere della storia della scienza nell’Italia unita conduce a ripensare al ruolo dell’intellettuale scientifico in Italia, richiamando anche gli esempi di scienziati che unendo alla competenza scientifica l'apertura alla dimensione pubblica, insieme politica e imprenditoriale, abbinata a una forte vocazione pedagogica, hanno contribuito non poco allo sviluppo italiano. Ne abbiamo parlato a Siena il 10 novembre insieme a Lucio Russo, Angelo Guerraggio, con il coordinamento di Roberto Barzanti.*

Il ritorno della scienza araba

Gli scienziati stanno fornendo in queste settimane un contributo importante alla domanda di democrazia nei paesi arabi. Sia a livello collettivo: le università sono i centri della protesta. Sia a livello individuale: per esempio, l’unico premio Nobel islamico vivente, il chimico Ahmed Zewail, è ritornato dagli Stati Uniti nel suo paese natale, l’Egitto, e si è speso in prima persona per accelerare la fine alla dittatura di Mubarak e sostenere il processo di riforme democratiche.

La babele delle discipline

Riguardo alla questione delle specifiche discipline e del loro fondamento, oggigiorno in ambito scientifico si verificano due fenomeni per certi versi opposti. Da un lato, lo specializzarsi sempre più del lavoro crea divisioni su divisioni, portando alla nascita di sotto discipline scientifiche sempre meno ampie; dall’altro, alcuni campi di lavoro pretendono di essere nuove discipline, se non di sostituire del tutto le vecchie discipline. Esempi, noti anche al vasto pubblico, possono essere quelli di Scienza dei Materiali, Scienza Ambientale, eccetera.

La scienza malata?

Ségalat è uno scienziato attivo del CNRS, il Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica francese, e il suo principale obiettivo polemico nel libro è la burocrazia che, come recita il sottotitolo, soffoca la scienza. Per burocrazia deve intendersi non soltanto l’immenso apparato amministrativo a cui gli scienziati devono rendere conto se vogliono ricevere finanziamenti per le loro ricerche. Più in generale, l’autore critica l’impianto, a suo avviso perverso, che regola la distribuzione del merito e dunque dei finanziamenti all’interno della comunità scientifica.

Donne e cultura dell'innovazione in Italia

L'Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali (Sveva Avveduto, Loredana Cerbara e Adriana Valente) del CNR ha realizzato il rapporto su La cultura dell'innovazione in Italia 2010. L'indagine, giunta al suo secondo anno, è stata realizzata per Cotec e Wired, su un campione di 4000 italiani in età compresa tra i 30 ed i 44 anni, utilizzando il sistema CATI. Il Rapporto di quest’anno è stato ideato seguendo un taglio di genere, per legare le analisi sull’innovazione e la tecnologia alla percezione della presenza o meno di stereotipi e discriminazioni.

Scienza e società, un corso davvero speciale

Di corsi così non se ne trovano in nessun altra università italiana e, sembra, neanche nelle più prestigiose e pubblicizzate università straniere. Pensare che, invece, ci sarebbe tanto bisogno di iniziative come quella partita il 4 marzo 2010 presso il Dipartimento di Chimica “G. Ciamician” dell’Università di Bologna: si tratta del corso interdisciplinare “Riflessioni su Scienza e Società” della Facoltà di Scienze M.F.N.

Valutazione della ricerca? No, grazie ...

Leggendo il titolo qui sopra, gli amici che hanno letto quanto da un po’ vado dicendo e scrivendo penseranno che io sia andato fuori di testa. E allora chiedo scusa:  il titolo è paradossale: avrei dovuto scrivere, in realtà, no, grazie alla valutazione fatta in questo modo. Perché sono appena divenuti pubblici i risultati delle valutazioni dei PRIN, che sono la fonte principale di finanziamento della ricerca pubblica in Italia: risultati sbalorditivi, che mi hanno appunto spinto al titolo paradossale.

Che razza di bene è la conoscenza?

Da qualche anno anche in Italia si è iniziato a discutere della conoscenza come di un bene pubblico. Il recente libro curato dalla bibliotecaria Charlotte Hess e dalla studiosa di scienze politiche Elinor Ostrom, entrambe della Indiana University, appena uscito in edizione italiana (La conoscenza come bene comune - Dalla teoria alla pratica, a cura di Paolo Ferri per Bruno Mondadori, 409 pp., 42 euro) fornisce un buono scorcio sulla vastità dell'argomento.

Portare a scuola la scienza mentre sta nascendo

Un progetto, chiamato Etica e Polemica, cerca di portare a scuola un aspetto dell'attività di ricerca poco frequentato: quella della scienza che sta per nascere, quando i ricercatori stanno ancora sperimentando. E' una fase delicata . Da cui i ragazzi, tuttavia, possono imparare molto. Soprattutto a costruirsi una cultura critica capace di dipanare la complessità dei raporti tra scienza e società. di ADRIANA VALENTE

Scienziati e giornalisti: due lingue diverse

Quelli che leggono i giornali, cosa leggono di più? La cronaca nera. E poi? Le notizie sulla salute e quello che c’è sui giornali ha enorme influenza sui comportamenti del pubblico e anche dei medici. Negli Stati Uniti l’impiego di ormoni per attenuare i sintomi della menopausa è calato in modo impressionante dopo che si è scoperto che possono far male al cuore. Merito dei giornali (400 articoli). Ma non è sempre così. I giornalisti tante volte ignorano le complessità e non presentano quasi mai le notizie di medicina nel loro contesto, per esempio tendono a raccontare dell’ultimo studio senza far riferimento agli studi precedenti, nemmeno a quelli più rilevanti, “così il messaggio è quasi sempre inadeguato o distorto”, ha scritto Susan Dentzer nel New England Journal of Medicine del gennaio di quest’anno. Ma proprio perché la gente legge soprattutto di medicina, i giornalisti hanno una grande responsabilità. Cosa dovrebbero fare per essere più credibili e soprattutto per evitare di creare negli ammalati speranze che vanno regolarmente deluse?