Estate 2010 - Settimana di archeologia sperimentale per ragazzi e ragazze dai 10 ai 17 anni
Quest'anno il Museo Civico di Rovereto, con la collaborazione della Società Museo Civico, propone un campo estivo per ragazzi e ragazze sul tema "Quali copricapo si è messo in testa l'uomo nella preistoria?". I partecipanti avranno la possibilità di costruire vari tipi di cappelli che l'uomo indossava nei diversi periodi, dal Paleolitico al periodo retico.
Per la prima volta è stata impiegata la datazione al radiocarbonio con misure di alta precisione per inquadrare correttamente la sequenza temporale delle dinastie dei faraoni. I risultati sono sostanzialmente in linea con le datazioni esistenti, ma non mancano anche alcune sorprese.
L'impiego di tecnologia di ultima generazione ha permesso agli archeologi di compiere un enorme passo in avanti nello studio dell'insediamento Maya di Caracol e nella comprensione della misteriosa civiltà centroamericana.
I responsabili dei musei non vedono di buon occhio l'impiego della datazione con il radiocarbonio. Il metodo, infatti, richiede la distruzione di un frammento dei preziosi reperti loro affidati. Un team di ricercatori, però, ha trovato una strada alternativa decisamente meno invasiva.
Una ricerca pubblicata su JAMA toglie un po’ di mistero alla figura di Tutankhamon, dimostrando che aveva patologie ossee e aveva sofferto di malaria, una malattia che potrebbe essere stata causa della sua morte prematura, a soli 19 anni. Nel corso degli anni sono state avanzate molte teorie sulle cause del decesso e sull’aspetto del giovane faraone.
Le tombe egizie della Valle dei Re sono minacciate dalla posizione stessa scelta dagli antichi per costruirle, una lunga frattura nella roccia che forse, con gli scarsi mezzi a disposizione all'epoca, facilitò i lavori. Ma che oggi minaccia la sopravvivenza di uno dei più grandi patrimoni dell'umanità, come mostrano le crepe sui soffitti.
La capacità di tessere i filati risale a oltre 30.000 anni fa. Un gruppo di ricercatori guidati da Ofer Bar-Yosef, dell'Università di Harvard, lo ha dimostrato sottoponendo a datazione col radiocarbonio alcuni dei quasi 800 frammenti di fibre intrecciate e tinte trovate in una caverna chiamata Dzudzuana, nella Georgia, sul Caucaso. Fino a oggi, la più antica prova di queste attività, considerate molto sofisticate per l'epoca, risaliva a 28.000 anni fa ed era stata rinvenuta nel sito di Dolni Vestonice, nella Repubblica Ceca.
Gli uomini preistorici impararono a utilizzare il calore per modellare la pietra molto prima di quanto si pensasse. Un gruppo di ricercatori guidati da Kyle Brown, dell'Università di Cape Town in Sud Africa, attraverso i metodi dell'archeologia sperimentale, ha dimostrato che gli strumenti di pietra ritrovati nel sito di Pinnacle Point, sulla costa sudafricana, risalenti certamente a più di 70.000 anni fa e forse addirittura a 164.000 anni fa, non potevano essere stati prodotti senza l'ausilio del calore.