Geologia

Ischia, un terremoto da capire

Ischia, lunedì 21 agosto, ore 20.58. Un boato forte e secco, come un colpo di cannone, accompagna un movimento breve – pochi secondi – ma violento del terreno. Tra Casamicciola, nelle zone più lontane dalla costa, e nella parte alta di Lacco Ameno si registrano gravi lesioni a centinaia edifici e almeno 20 crolli. Muoiono due signore, i feriti sono una quarantina. Gli sfollati a tutt’oggi un numero indeterminato compreso fra 300 e 400.

Alessandro Amato: una lezione sui terremoti, da Lisbona ad Amatrice

Al Festival della scienza Alessandro Amato, geologo e dirigente di ricerca presso l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), ha tenuto una conferenza sui terremoti partendo dal sisma in centro Italia di questi giorni. Nell'intervista l'esperto spiega perché i sismi non sono prevediibili, e perché si è parlato nei giorni scorsi di magnitudo diverse (6.1 scala Richter, 6.5 magnitudo del momento sismico).

Cosa fare prima e dopo il terremoto

Il sisma che ieri ha scaricato la sua energia mortale fra Marche e Umbria ripropone il tema della prevenzione e - più nell'immediato - dell'early warning. “A terra! Copriti! Tieniti forte!”. E' questo in sostanza ciò che va fatto quando un sistema di early warning emette il suo segnale di allarme annunciando l’imminente arrivo di un terremoto. Il tempo di preavviso di questi sistemi (letteralmente sistemi di allarme precoce) può variare da decine di secondi a pochi minuti.

I vulcani di fango in Italia

I vulcani di fango sono edifici troncoconici formatisi in seguito all’emissione di materiale argilloso in superficie.
Essi sono generalmente collocati in aree in cui predomina una tettonica compressiva. La sovrappressione dei fluidi interstiziali in depositi profondi, generalmente acque salate fossili e metano, rendono i sedimenti semiliquidi e li spingono verso la superficie attraverso fratture nella crosta.
Il fenomeno è abbastanza diffuso in Italia, ma le manifestazioni più spettacolari si trovano in Emilia-Romagna e in Sicilia.

Ma l’Early Warning dei terremoti è una cosa seria!

Recentemente si è fatto un gran parlare nei media italiani di un dispositivo a basso costo, pubblicizzato sulle reti di un’importante piattaforma televisiva, che offriva una soluzione domestica per la protezione personale durante un terremoto, emettendo un segnale sonoro di allarme, all’arrivo  delle onde primarie del terremoto (onde P).
Queste onde hanno normalmente un’ampiezza minore rispetto alle onde secondarie (onde S), che arrivano successivamente ma a cui è associato il danneggiamento delle strutture.

Maria Bianca Cita: quando il Mediterraneo si prosciugò

Lunedì 10 novembre, con un convegno tenuto all'Accademia di Brera a Milano, l'Istituto Lombardo - Accademia di Scienze e Lettere ha festeggiato una delle personalità più prestigiose della comunità scientifica italiana, dei geologi in particolare: Maria Bianca Cita Sironi, classe 1924, una dei maggiori esperti, riconosciuta a livello internazionale, in stratigrafia, micropaleontologia e geologia marina, settori che ha contribuito a far crescere in modo innovativo e rivoluzionario.

Maria Bianca Cita, pioniere della geologia marina

L'eruzione fantasma del 1257

I carotaggi ottenuti negli ultimi trent'anni dagli strati di ghiaccio dell'Antartide e della Groenlandia indicavano senz'ombra di dubbio che intorno al 1257 doveva essere accaduto qualcosa di veramente sconvolgente per l'intero pianeta. Dai depositi di zolfo rinvenuti tra quegli strati di ghiaccio si poteva dedurre che un'eruzione vulcanica aveva iniettato in atmosfera una quantità di solfati almeno otto volte maggiore di quella - già notevole - prodotta dall'eruzione del Krakatoa nel 1883.

Un terremoto è sempre naturale e imprevedibile?

La popolazione italiana percepisce un'intensificazione dell'attività sismica nel nostro Paese, in particolare in aree che nonostante siano classificate sulla mappa della pericolosità sismica, non registravano terremoti da lungo tempo. L’Aquila (Aprile ‘09 – M 6,3; prof 8,0Km), l’Emilia (Maggio ‘12 – M 5,9; prof 6,3Km) la Garfagnana (Gennaio ‘13 – M 4,8; prof 15,5Km) la Lunigiana (Giugno ‘13 – M 5,2; prof. 5,1Km) sono, per esempio, i luoghi in cui negli ultimi anni si sono verificate scosse di terremoto di magnitudo (M) vicine o superiori a 5.

Terremoti: con meno vulnerabilità riparte l'economia reale

Una serie di piccole scosse di minore entità ha continuato a interessare le province di Modena, Lucca, Pistoia, con sconfinamenti in Lunigiana (SP). La prima - di magnitudo 4.8, verificatasi nel distretto sismico della Garfagnana il 25 Gennaio 2013 e avvertita in buona parte del centro-nord - ha ricordato che le motivazioni della sentenza dell’Aquila non hanno risolto il problema della previsione e prevenzione dei terremoti nel nostro paese.

Rumore ambientale e terremoti: possibile distinguere?

I danni provocati dai terremoti possono essere considerati come il risultato delle caratteristiche geologiche dei siti in cui avvengono, le quali sono studiate al meglio osservando direttamente i movimenti del suolo dovuti ai terremoti. Studi di questo tipo, però, sono ristretti alle aree che presentano un alto livello di sismicità [Nakamura, 1989]. Per ovviare a questa limitazione, sono state effettuate analisi sistematiche del rumore ambientale, che possono essere facilmente realizzate in aree con sismicità bassa o addirittura nulla [Dikmen & Mirzaoglu, 2005].

Una sentenza inadeguata contro gli scienziati

In relazione alla condanna inflitta ai membri della Commissione Grandi Rischi dal Tribunale de L'Aquila, esprimiamo la nostra solidarietà ai ricercatori della Commissione. Si tratta infatti di una condanna che attribuisce alla Commissione responsabilità che non poteva avere né dal punto di vista istituzionale, essendo la sua funzione puramente consultiva e quindi priva di poteri decisionali, spettanti agli amministratori locali, né dal punto di vista scientifico.

I tanti errori sul terremoto dell'Aquila

Una delle frasi più abusate in questo strano Paese è “le sentenze non si commentano, si rispettano”. L'ha ripetuta anche ieri Fabio Picuti, sostituto procuratore de L'Aquila, dopo la lettura della sentenza che, andando oltre le sue stesse richieste, ha condannato a sei anni di reclusione per omicidio colposo i sette membri della Commissione Grandi Rischi (sei più uno, a dire il vero) da un anno sotto processo per i fatti legati al terremoto del 6 aprile 2009. Un pubblico ministero è tenuto a rispondere così, noi no.

Campi Flegrei e città di Napoli: passato, presente e futuro

L'area urbana napoletana, con oltre un milione di persone residenti, e visitata da milioni di turisti ogni anno, è inclusa nel più vasto distretto dei Campi Flegrei. Queste due zone, che insieme costituiscono l'area Flegrea, rappresentano un ampio complesso vulcanico attivo cui è associato un elevato rischio vulcanico. Il rischio vulcanico è definito come il prodotto della pericolosità per la quantità di danni (a edifici, persone e beni) che possono essere provocati. 

Il sisma fa sprofondare l'Emilia nella sabbia

Non si può dire che “era già tutto previsto” perché come è noto i terremoti non si possono ancora prevedere. Tuttavia era da tempo che i geologi della zona colpita in questi giorni dal sisma facevano notare che l'alto Ferrarese e parte del Modenese erano terre ballerine. Forse addirittura con un grado di rischio superiore di quanto formalizzato dalla Carta del rischio sismico, che nel 2002 ha inserito anche queste strane terre “padane” nel novero delle zone sismiche. Perchè “strane”?

La matematica spiega la fine di Pompei

Il Vesuvio entra nella storia della vulcanologia con l'eruzione del 79 d.C. Essa fu descritta in modo molto accurato nella lettera inviata a Tacito da Plinio il Giovane, che da Miseno (distante 20 km dal vulcano) la poté osservare in tutto il suo sviluppo. Studi più recenti, qualitativi e quantitativi (simulazioni numeriche), consentono di descrivere in modo più dettagliato la dinamica delle eruzioni pliniane sostenute e collassanti, nonché delle correnti piroclastiche associate a quest'ultimo tipo di eruzioni.

Ustica 1906: un terremoto dimenticato

Ustica, 18 Marzo 1906, è notte fonda. Gli isolani riposano dopo una giornata di preparativi e ferventi attese per la festa di San Giuseppe, che dovrà essere celebrata l’indomani. E quando la terra comincia a tremare, alcuni di loro non se ne accorgono. La prima scossa non riesce a destarli dal sonno; la seconda neppure. Ma all’arrivo della terza, più sensibile e violenta, l’intera popolazione si sveglia di soprassalto e, presa dal panico, si precipita in strada.

Di terremoti e tribunali. Qualche puntino su qualche "i"

C'è molto di discutibile, nella spinosa questione del processo alla Commissione Grandi Rischi che valutò il rischio sismico prima del terremoto de L'Aquila. Ma conviene partire da cosa non c'è. Nella richiesta di rinvio a giudizio dei PM, accolta mercoledì scorso dal Giudice per l'Udienza Preliminare, non ci sono le accuse di “mancato allarme”, “mancata evacuazione”, tantomeno mancata previsione del terremoto, nonostante queste formule continuino a venire citate dai resoconti giornalistici.

I terremoti giganti

Il mega-terremoto dell’11 Marzo scorso al largo della costa orientale del Giappone ha prodotto danni enormi, circa 20.000 tra vittime accertate e persone scomparse. Soprattutto a causa del maremoto, che ha investito la costa ed ha sepolto sotto un’onda solida di fango e detriti una larga fascia costiera della provincia di Sendai a circa 120 km ad ovest dell’epicentro del terremoto.

Il terremoto e la comunicazione

Un pensatore non accademico americano, Peter Sandman, ha escogitato una formuletta che spiega bene i danni della cattiva comunicazione del rischio: R = H + O, dove R è il rischio percepito, H il rischio misurabile (hazard) e O è l'outrage, cioè il senso di offesa, oltraggio, ingiustizia patita che il pubblico prova ogniqualvolta non viene informato adeguatamente di un rischio.

Charles Darwin, testimone diretto del terremoto in Cile

«Mi trovavo a terra, sdraiato nella foresta per riposarmi. Arrivò improvvisamente e durò due minuti (che sembravano molto più lunghi). La scossa sembrò a me e al mio compagno venire da est. Non era difficile rimanere in piedi, ma il movimento mi procurò un capogiro. La sensazione potrebbe essere paragonata a quella che si prova quando si pattina su uno strato di ghiaccio molto sottile».