Geofisica

Ischia, un terremoto da capire

Ischia, lunedì 21 agosto, ore 20.58. Un boato forte e secco, come un colpo di cannone, accompagna un movimento breve – pochi secondi – ma violento del terreno. Tra Casamicciola, nelle zone più lontane dalla costa, e nella parte alta di Lacco Ameno si registrano gravi lesioni a centinaia edifici e almeno 20 crolli. Muoiono due signore, i feriti sono una quarantina. Gli sfollati a tutt’oggi un numero indeterminato compreso fra 300 e 400.

Geofisica, scienza a rischio di estinzione in Italia

Il campanile di Sant'Agostino ad Amatrice, crollato in seguito alle scosse di terremoto che hanno colpito il centro Italia a gennaio 2017.

Il numero di docenti e ricercatori in geofisica nelle università italiane sta raggiungendo la soglia critica per la sopravvivenza della geofisica in Italia. La disciplina – o meglio, la massa critica per un settore di ricerca all’avanguardia – rischia di scomparire. L’allarme lo lancia Aldo Zollo, geofisico e ordinario di Sismologia presso l’Università Federico II di Napoli: una dei due soli atenei in cui questo rischio è scongiurato.

Alessandro Amato: una lezione sui terremoti, da Lisbona ad Amatrice

Al Festival della scienza Alessandro Amato, geologo e dirigente di ricerca presso l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), ha tenuto una conferenza sui terremoti partendo dal sisma in centro Italia di questi giorni. Nell'intervista l'esperto spiega perché i sismi non sono prevediibili, e perché si è parlato nei giorni scorsi di magnitudo diverse (6.1 scala Richter, 6.5 magnitudo del momento sismico).

I vulcani di fango in Italia

I vulcani di fango sono edifici troncoconici formatisi in seguito all’emissione di materiale argilloso in superficie.
Essi sono generalmente collocati in aree in cui predomina una tettonica compressiva. La sovrappressione dei fluidi interstiziali in depositi profondi, generalmente acque salate fossili e metano, rendono i sedimenti semiliquidi e li spingono verso la superficie attraverso fratture nella crosta.
Il fenomeno è abbastanza diffuso in Italia, ma le manifestazioni più spettacolari si trovano in Emilia-Romagna e in Sicilia.

L'eruzione fantasma del 1257

I carotaggi ottenuti negli ultimi trent'anni dagli strati di ghiaccio dell'Antartide e della Groenlandia indicavano senz'ombra di dubbio che intorno al 1257 doveva essere accaduto qualcosa di veramente sconvolgente per l'intero pianeta. Dai depositi di zolfo rinvenuti tra quegli strati di ghiaccio si poteva dedurre che un'eruzione vulcanica aveva iniettato in atmosfera una quantità di solfati almeno otto volte maggiore di quella - già notevole - prodotta dall'eruzione del Krakatoa nel 1883.

Il Nilo bagna Sucate?

A chi pensa ancora che la geografia sia un'arida disciplina che si occupa di altezze di monti, lunghezze di fiumi, capitali e confini, consigliamo il Piccolo libro delle curiosità sul mondo di Paolo Gangemi. Nel quale si parla sì di altezze di monti, ma per simpatizzare con il misconosciuto Kanchehjunga, che con i suoi 8.586 metri è il terzo monte più alto dopo l'Everest e il K2, il quale però fino a metà Ottocento (quando gli inglesi effettuarono misure più precise) era ritenuto il monte più alto del mondo.

L'allerta meteo c'è, ma il resto?

Messina allunga la lista dei danni da alluvioni che si sono succedute nel mese di novembre, e che ha colpito prima le Cinque terre e la Lunigiana e poi Genova. Resta la domanda di sempre: è possibile intercettare questi eventi in modo da prepararsi adeguatamnte prima che sia troppo tardi? A che livello sono le nostre capacità previsionali meteo, e come queste si relazionano alla macchina della Protezione civile e dei piani di intervento? Ne parliamo con Carlo Cacciamani, direttore del servizio Idro-meteo-clima dell'Arpa Emilia Romagna.

Vesuvio, spaventosa meraviglia

Il Vesuvio è (anche) un bene comune, un bene, cioè, di cui tutti possono usufruire, ma su cui nessuno può reclamare un diritto esclusivo. La “montagna”, come i vesuviani doc chiamano il Vesuvio, non è cattiva, in contrapposizione al “buon Vesuvio” che Renzo Piano ha progettato a Nola. Renato Fucini la definiva “il grande delinquente” e certamente ne ha compiuti di atti delinquenziali  durante la sua millenaria storia di eruzioni più o meno catastrofiche.

Terremoti e onde

Terremoti e Onde. Metodi e pratica della sismologia moderna è un eccellente e moderno testo di sismologia. Dieci capitoli che dagli elementi basilari della sismologia classica (misure e osservazioni, l'equazione d'onda, le onde sismiche, la loro propagazione) arrivano alle frontiere attuali della indagine sulla sorgente sismica (analizzata dal punto di vista cinematico e dinamico), passando attraverso l'attenuazione delle onde e la struttura della Terra. L'ultimo capitolo tratta poi della pericolosità sismica in maniera sintetica ma esaustiva.

La geofisica esclusa dal finanziamento: un appello

Con l'ultima valutazione dei progetti di ricerca di interesse nazionale (PRIN 2009), pubblicata nel mese di Luglio, il Ministero dell'Istruzione, Ricerca ed Università ha sancito la fine delle ricerche nel settore Geofisico presso le Università italiane, non ammettendo al finanziamento nessuno dei progetti di ricerca presentati per i settori di competenza. I ventidue progetti finanziati nell'area delle Scienze della Terra vedono coinvolti esclusivamente i ricercatori e le tematiche dei settori disciplinari di geologia e geochimica, mentre sono tagliati fuori i progetti di Geofisica.&nb

I terremoti giganti

Il mega-terremoto dell’11 Marzo scorso al largo della costa orientale del Giappone ha prodotto danni enormi, circa 20.000 tra vittime accertate e persone scomparse. Soprattutto a causa del maremoto, che ha investito la costa ed ha sepolto sotto un’onda solida di fango e detriti una larga fascia costiera della provincia di Sendai a circa 120 km ad ovest dell’epicentro del terremoto.

Il terremoto e la comunicazione

Un pensatore non accademico americano, Peter Sandman, ha escogitato una formuletta che spiega bene i danni della cattiva comunicazione del rischio: R = H + O, dove R è il rischio percepito, H il rischio misurabile (hazard) e O è l'outrage, cioè il senso di offesa, oltraggio, ingiustizia patita che il pubblico prova ogniqualvolta non viene informato adeguatamente di un rischio.

E' successo di nuovo, ad Atrani

È successo di nuovo ad Atrani, 924 abitanti, uno splendido borgo della costiera amalfitana, e uno dei comuni più piccoli d’Italia. Ma è anche uno di quelli più esposti al rischio frane. Già il 4 gennaio di questo 2010 una frana si era abbattuta sul piccolo borgo travolgendo il ristorante Zaccaria e uccidendone lo chef. Quel locale non doveva trovarsi in quel posto fortemente esposto al rischio. E certo se non ci fossero nemmeno quei 924 abitanti non si starebbe a piangere vittime e a lamentare danni. Ma non è così che si ragiona.

Terremoto dell’Aquila: mancato allarme o mancata previsione?

La notizia che la Procura della Repubblica dell’Aquila indaga sulle responsabilità penali per “mancato allarme di terremoto” i ricercatori universitari, i funzionari dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e del Dipartimento della Protezione Civile, tutti componenti della Commissione Grandi Rischi, ha fatto il giro del mondo e la comunità scientifica nazionale ed internazionale si è mobilitata per esprimere la propria solidarietà ai colleghi ricercatori italiani coinvolti in questa triste, e per certi versi assurda, vicenda.

Terremoto dell'Aquila: più attenzione ai precursori

Tra le sfide lanciate dal terremoto di Abruzzo alla comunità scientifica, ha non trascurabile importanza quella riguardante i precursori sismici a breve termine, cioè quei fenomeni che talvolta sono seguiti, nella stessa zona e entro un breve intervallo di tempo Δt, da un forte terremoto. A proposito di questi fenomeni precursori è nata una polemica nel corso della quale sono state dette e scritte cose inesatte e fuorvianti nei riguardi delle possibili future strategie della Protezione civile e della comunità scientifica.

Contrordine, il terremoto non ha spostato l'asse terrestre

Lo scorso 27 febbraio, si è verificato in Cile uno dei terremoti più violenti degli ultimi cento anni.

Alcuni giorni dopo quella data, il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California, rendeva pubbliche le sue stime, riprese da Scienzainrete, sullo spostamento dell'asse terrestre provocato dal forte terremoto. Secondo le sue valutazioni, l'asse terrestre si era spostato dal suo asse di rotazione di 2,7 millisecondi di arco, che equivalgono a 8 centimetri.