Perchè ci ricordiamo del dolore che abbiamo subito? Evidentemente perchè da qualche parte, in un punto nascosto del nostro cervello, tutte le informazioni relative a situazioni spiacevoli vengono immagazzinate e lì rimangono. Una zona sconosciuta fino a poco tempo fa. Uno studio pubblicato dalla rivista Science, opera di un gruppo di ricerca dell’Università di Torino, ha finalmente rivelato quali sono le aree del cervello che conservano per tutta la vita le emozioni legate alle situazioni dolorose.
Osservata la risposta evolutiva messa in atto da una specie di pesci per adattarsi al mutamento delle condizioni ambientali: si tratta della più rapida mai registrata finora.
Studio di scienziati del Bottlenose Dolphin Research Institute (BDRI) nel Golfo degli Aranci in Sardegna rivela la complessità del repertorio sonoro del delfino tursiope. I risultati pubblicati nel volume Dolphins: Anatomy, Behaviour and Threats della Nova Science Publishers
Sul fatto che viviamo non c’è tanto da discutere. Al di là dei capricci di qualche genio maligno, che il mondo sia pieno di «infinite forme bellissime e meravigliose» è un’evidenza contro cui anche il più incallito degli scettici avrebbe poco da ribattere. Si dirà, se è vero che ci sono dei viventi è altrettanto vero che c’è della vita. Se è un’ovvietà dire che esistono delle forme viventi sarà un’ovvietà ancora più grossolana dire che esiste la vita. Eppure no.
La sequenza dell’intero genoma -
tre miliardi di lettere che contengono
le istruzioni per fare quelli che si pensava fossero 35 mila geni - s’è
completata nel 2000.”La più grande rivoluzione dopo Leonardo” ha detto qualcuno.
Il 26 giugno Francis Collins e Craig Venter erano lì, alla Casa Bianca, accanto al presidente Clinton. “La scienza del genoma cambierà la
nostra vita e ancora di più la vita dei nostri figli.
Mettendo fuori uso il sistema olfattivo di numerose specie di pesci delle barriere coralline, il crescente livello di acidificazione delle acque oceaniche costituisce una grave minaccia alla loro stessa sopravvivenza.
Una ricerca di prossima pubblicazione su Geophysical Research Letters suggerisce che la diffusione della vegetazione - in particolare il genere Betula - che ha fatto seguito alla scomparsa dei mammut possa aver giocato pesantemente sulla variazione del clima.
L’ecologia è una
scienza di tipo nuovo che pone, secondo il filosofo Edgar Morin, alcune premesse fondamentali, le
quali le permettono di distinguersi dalla scienza in senso classico. La scienza
classica, infatti, genera incomunicabilità tra ambiti e tra discipline, rifuggendo
qualsiasi rapporto tra oggetto e contesto. L’ecologia, invece, permette una comunicazione
interdisciplinare e il riconoscimento di una stretta interrelazione tra l’oggetto
e l’ambiente in cui si trova.
Come la vita sulla Terra si sia evoluta, da una forma
inizialmente unicellulare ad una successiva pluricellulare, è ancora oggi oggetto di studio
da parte degli scienziati evoluzionisti. Un nuovo passo in avanti per la
comprensione di questo salto evolutivo degli essere viventi arriva dal genoma
di un'alga bruna.
Dieci anni di osservazioni comportamentali di un gruppo di scimpanzé in Uganda hanno mostrato che i casi di aggressione contro individui di gruppi confinanti sono dettati dalla spinta ad ampliare il proprio territorio.