In uno studio, pubblicato sull’American Journal of Human Genetics, il team di ricercatori italiani coordinato da Marco Tartaglia, ricercatore Telethon presso l'Istituto Superiore di Sanità di Roma ha scoperto il gene responsabile della Sindrome di Myhre. La Sindrome di Myhre, diagnosticata per la prima volta 30 anni fa, causa anomalie scheletriche, ridotta mobilità articolare e ritardo mentale. Il gene individuato come responsabile della malattia è smad4.
Se durante la replicazione del DNA, invece di nucleotidi contenenti desossiribosio, vengono incorporati per errore nucleotidi contenenti ribosio, cioè i normali costituenti dell’RNA, quel semplice atomo di ossigeno in più può fare molti danni: rende instabile la molecola, danneggia i cromosomi e, se non si corre subito ai ripari, può portare a morte la cellula.
Un gruppo di ricercatori italiani finanziati da Telethon ha scoperto che il gene RTN2 per il reticulone 2, una proteina importante per assicurare una forma corretta al reticolo endoplasmatico, è coinvolto in una rara malattia neurodegenerativa, la paraplegia spastica ereditaria.
Anche nelle università italiane, non solo ai National Institutes of Health, succede che esperti di fama mondiale in settori apparentemente disparati lavorino nella stessa struttura su progetti completamente diversi. E che le loro strade così si possano più facilmente incrociare, in modo da potenziare le reciproche competenze. «La cosa avviene solo apparentemente per caso» precisa Paolo Bernardi, professore di patologia generale al Dipartimento di scienze biomediche e sperimentali dell’Università di Padova.
La distrofia muscolare di Duchenne è una grave malattia genetica che colpisce i muscoli e provoca la perdita progressiva della forza. Con il tempo vengono coinvolti non solo i muscoli di gambe e braccia, ma anche quelli del respiro e il cuore. Giulio Cossu, ricercatore Telethon che lavora all'Istituto San Raffaele di Milano spiega che cos'è questa malattia e quali sono oggi gli approcci terapeutici più promettenti che i ricercatori Telethon stanno mettendo a punto.
Alberto Auricchio è un ricercatore dell'Istituto Telethon di genetica e medicina (Tigem) di Napoli. Pediatra di formazione, ha poi scelto di fare il ricercatore per studiare i meccanismi delle malattie genetiche, in particolare quelle dell'occhio e del metabolismo. Dopo diversi anni di ricerca negli Stati Uniti, è rientrato in Italia nel 2002 e coordina un gruppo di ricerca di circa 15 persone.
La sorte degli emofilici potrebbe cambiare: dopo una sola infusione di materiale genetico veicolato da un adenovirus, sei malati hanno visto alzare i propri tassi ematici del fattore di coagulazione di cui erano privi, in quattro casi a livelli sufficienti per sospendere il trattamento sostitutivo senza andare incontro a emorragie.
Eroi sono i malati che lottano per la vita. Eroi sono i medici e i ricercatori che cercano nuove cure per le quasi 6.000 malattie rare. Eroi sono i volontari, come quel Leonardo Valentini che, pensionato, ha fatto in bicicletta la traversata coast to coast negli USA per raccogliere fondi. La campagna di quest'anno Telethon l'ha impostata su questi "eroi" della quotidianità della lotta alle malattie genetiche. E nonostante la crisi, l'auspicio del presidente di Telethon Luca Cordero di Montezemolo è che "gli italiani saranno essere generosi, come sempre".
Il
trattamento attuale con farmaci antiretrovirali, per chi può
permetterseli, rende l’AIDS una malattia cronica, anche se le stime
ufficiali rivelano che 1,8 milioni di persone sono morte nel 2010 a
causa dell’infezione da HIV. La ricerca si occupa da anni di
trovare un vaccino che sia in grado di prevenire il contagio,
tuttavia i risultati ottenuti finora non sono soddisfacenti.
Recentemente su Nature è stato pubblicato un articolo in cui si
dimostra che la terapia genica potrebbe essere una valida alternativa
ai vaccini per il trattamento dell’AIDS.
Non è solo l’ennesimo genoma a essere sequenziato, né si tratta solo di una curiosità che il risultato riguardi la talpa senza pelo, in termini scientifici eterocefalo glabro. Questo roditore, che vive sotto terra nell’Africa orientale, è infatti un animale più unico che raro: pur essendo un mammifero, non è in grado di regolare la propria temperatura corporea e vive in colonie simili a quelle delle formiche e delle api.