Il virus dell’HIV tende a progredire in maniera più veloce in chi beve troppo.
Lo studio, durato più di sette anni e pubblicato dalla rivista AIDS Research and Human Retroviruses, ha analizzato quasi 600 persone infette da HIV che abusavano di alcol e non erano in cura con la classica terapia anti-retrovirale.
La progressione della malattia è stata valutata analizzando nel tempo la quantità di linfociti T CD4+ circolanti nel sangue, che tipicamente sono ridotti nelle persone col virus dell’AIDS.
Il citomegalovirus ha un’arma con cui distrae i linfociti T CD8+ e grazie alla quale riesce a eludere le difese immunitarie, reinfettando più volte lo stesso organismo. Non si era mai capito prima come riuscisse farlo, dal momento che al primo contatto il virus induce in genere una normale risposta immunitaria mediata da cellule e anticorpi.
Finalmente si sa come funziona almeno una di quelle molecole antichissime dal punto di vista evolutivo, coinvolte nell’immunità più primitiva, quella innata, chiamate pentraxine. Quella ribattezzata PTX3 regola l’infiammazione inibendo il reclutamento dei leucociti neutrofili e lo fa legandosi a un’altra molecola, la P-selettina, che viene espressa dalle cellule endoteliali in presenza di uno danno tissutale o di uno stimolo infiammatorio.
I ricercatori dell’Anderson Cancer Center dell’Università del Texas hanno dimostrato che le cellule staminali che innescano la formazione del glioblastoma, il più letale dei tumori cerebrali, riescono anche a ingannare e tenere a bada il sistema immunitario che dovrebbe eliminare le cellule anomale. In particolare, bloccano l’azione dei linfociti T, deputati a riconoscere e distruggere le cellule anormali.
La medicina dei trapianti sta estendendo col tempo il suo campo
d'azione, cosicché molte patologie diventano affrontabili attraverso il ricorso
al cosiddetto allotrapianto, cioè il trasferimento di cellule vive, tessuti o
organi da un essere umano a un altro. Ciò fa aumentare la domanda di tessuti e
organi umani da parte dei pazienti. L'aumento della domanda non è tuttavia
compensato da un adeguato aumento nell'offerta di tessuti e organi, provenienti
da pazienti in morte cerebrale.
"I
vaccini dell'era globale", il libro scritto da Rino Rappuoli con
la collaborazione di Lisa Vozza, (Zanichelli) inizia raccontando la storia della cattedrale di Siena, la cui costruzione fu interrotta nel 1348 dall'arrivo della peste, che determinò il declino della potenza senese.
Dietro alla misteriosa sindrome dell'affaticamento cronico ci sarebbe un virus. Ma il condizionale è d'obbligo perché molti esperti hanno manifestato qualche perplessità anche di natura metodologica sulla scoperta di Judy Mikovits, del Whittemore Peterson Institute for Neuro-ImmuneDisease di Reno, in Nevada, secondo cui la malattia dipenderebbe da un retrovirus di origine murina, implicato anche in alcune forme aggressive di carcinoma della prostata.
E' vero che situazioni logoranti dal punto di vista fisico e psichico molto prolungate nel tempo possono deprimere il sistema immunitario, ma piccole botte di stress potrebbero forse servire a risvegliarlo, ostacolando la formazione di tumori della pelle. L'effetto, temporaneo, è stato dimostrato in laboratorio su un modello animale, ed è difficilmente trasferibile pari pari all'uomo.