Roberta Villa

Medico e giornalista scientifico, Roberta Villa collabora da sempre con Zadig. Ha lavorato nella redazione di Tempo Medico (di cui è stata direttore scientifico dal 2007), Onconews, Occhio Clinico e Occhio Clinico pediatria. Scrive regolarmente per il sito internet del Corriere della Sera e da quasi vent’anni per l’inserto di salute (Corriere Salute) del medesimo quotidiano; collabora con altri giornali e riviste (Espresso, Sole 24 ore Sanità, Messaggero di Sant’Antonio, il Caffè di Locarno) e con siti come quello di AIRC. Per Zadig si occupa anche di Partecipasalute.

Stabulari e laboratori alla luce del sole

Oramai non si può più tornare indietro. Qualcuno può pensare che fossero bei tempi quelli in cui gli scienziati, chiusi nella loro proverbiale torre d’avorio, portavano avanti il loro lavoro senza doversi confrontare con la società, senza dover spiegare al grande pubblico le implicazioni delle loro scoperte, senza dover dipendere da un consenso più ampio per reperire le risorse e i fondi necessari per la ricerca. Che piaccia o no, oggi non è più così.

Vaccini obbligatori: un discutibile ritorno al passato

In questi giorni sembra di stare in una macchina del tempo: mentre Roger Federer e Rafael Nadal si contendono una finale del Grande Slam di tennis, riaprendo agli Australian Open il duello di dieci anni fa, in Italia si balza indietro addirittura a prima degli anni Novanta, reintroducendo un sistema elettorale proporzionale e tornando all’idea che il miglior modo per contrastare l’ostilità e la paura nei confronti delle vaccinazioni sia imporle,

La ricerca sui macachi raccontata a senso unico

Se quando si parla di scienza bisogna stare in guardia dalla cosiddetta “false balance”, che mette sullo stesso piano idee bislacche e conoscenze accertate e condivise, quando si tratta di cronaca sarebbe buona pratica giornalistica sentire entrambe le campane per verificare i fatti, soprattutto se riferiti da una fonte che non si può ritenere al di sopra delle parti.