Pietro Greco

Pietro Greco, giornalista scientifico e scrittore, laureato in chimica, è socio fondatore della Fondazione IDIS-Città della Scienza di Napoli. È membro del consiglio scientifico dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA). È membro del consiglio scientifico della Fondazione Symbola. È direttore della rivista Scienza&Società edito dal Centro Pristem dell’università Bocconi di Milano. È condirettore del web journal Scienzainrete edito dal Gruppo 2003.

Un mare di plastica

Plastic Waste, MichaelisScientists (Wikimedia).

Ogni anno nel mondo, sostiene il chimico inglese Richard Thompson, vengono prodotte più di 250 milioni di tonnellate di plastiche. Un bel salto, dagli anni ’50 del secolo scorso, quando la produzione mondiale non superava i 5 milioni di tonnellate. Il settore è in crescita sostenuta, la produzione di plastica infatti aumenta di circa 20 milioni di tonnellate ogni dodici mesi. Una parte notevole di queste plastiche diventa rifiuto disperso nell’ambiente e lentamente si trasforma in frammenti sempre più piccoli.

Italiani più al telefono che al computer

High Fiving while looking at your smartphone. Photo by Adrian Sava. Photo via Good Free Photos

Le nuove ICT, le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nella fattispecie computer e cellulari connessi in una grande rete globale, caratterizzano la nostra epoca. E sono considerate, a torto o a ragione, un indicatore dell’innovazione.

Arsenali nucleari, il bando che mai arrivò

L'esplosione "Baker", parte dell'operazione Crossroads, il test di nucleare condotto dagli Stati Uniti sull'atollo di Bikini in Micronesia, il 25 luglio 1946. Credit: U.S. military Department of Defense.

Nell’anno 1986 l’arsenale nucleare mondiale tocca il suo apice, con 64.449 testate nucleari. Usa e URSS ne schierano, complessivamente 63.476, pari al 95,8% del totale.

Il 31 gennaio 1991 Usa e Urss firmano il Trattato START I (Strategic Arms Reduction Talks) e iniziano un processo di parziale disarmo che determina un notevole riduzione del loro arsenale e, di conseguenza di quello mondiale: nell’anno 2007 le testate schierate da USA e Russia (erede dell’URSS) sono 11.995, pari al 18,9% delle testate schierate 11 anni prima.