Pier Mannuccio Mannucci

E' professore emerito di Medicina Interna dell'Università Statale di Milano, dove ha diretto la Clinica Medica presso la Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore di Milano, di cui è stato Direttore Scientifico dal 2010 al 2015. Insignito di premi internazionali scientifici (International Prize of the French Hemophilia Association, Murray Thelin Award of the National Hemophilia Foundation, Robert Grant Medal Award e Distinguished Career Award della International Society for Thrombosis and Haemostasis, Ham Wasserman Lecture dell'American Society of Hematology, Jean Bernard Award dell'European Hematology Association, Recognition Award dell'European Association for Hemophlia and Allied Disorders), è dal 2008 Editor in Chief di European Journal of Internal Medicine, organo scientifico ufficiale degli internisti Europei. Autore di 1263 pubblicazioni originali, i principali temi scientifici trattati sono nel campo dell'emofilia (soprattutto la terapia e gli effetti collaterali della terapia), della malattia di von Willebrand (basi molecolari e terapia), della fisiopatologia e genetica della cardiopatia ischemica, del tromboembolismo venoso (fattori di rischio) e delle trombofilie ereditarie. Più recentemente si è occupato di inquinamento dell'aria (ha scritto il libro Cambiamo Aria!) e dei problemi legati all'uso inappropriato dei farmaci nell'anziano.

Cannabis per uso medico: fatti e fantasie

Cannabis - Credits: Wikimedia - Licenza: CC BY-SA 3.0

 

Recentemente stampa e televisione si sono molto occupate dell’uso terapeutico della cannabis. Il motivo principale è stato l’assoluta scarsità o mancanza quasi completa della disponibilità in Italia, nonostante dal 2017 sia autorizzata la vendita con ricetta medica in farmacia. L’unica produzione è quella dell’Istituto Farmaceutico del Ministero della Difesa, che ne fa tanto poca da essere praticamente introvabile. Vi sono produttori di cannabis per uso medico in Olanda (Bedrocan) e in altri paesi europei come la Germania e il Regno Unito.

Mal d'aria

Lo scorso anno le polveri sottili hanno sforato la soglia limite di 50 microgrammi per 80 giorni a Milano, che insieme a Torino è la capitale dell’inquinamento dell’aria in Italia. Apparentemente un buon risultato, se si paragonano questi valori con i 120 giorni del 2011 e i 100 del 2012!