Luca Carra

Luca Carra è direttore di Scienzainrete e segretario del Gruppo 2003 per la ricerca scientifica. Si occupa di scienza, ambiente e salute. E' socio dell'Agenzia Zadig. Collabora con varie testate, fra cui Corriere della Sera. E' autore di diversi libri, fra i quali "Polveri & Veleni" e "Enigma nucleare" scritti insieme a Margherita Fronte. Insegna comunicazione ambientale al Master di comunicazione scientifica della Sissa (Trieste) e del MAcsis (Università Bicocca, Milano). Il suo indirizzo Twitter è @lucacarra50. La sua mail è: carraATzadig.it

L'uomo, la farfalla e il clima che cambia

Nell'immagine un attrattore di Lorenz, primo esempio di un sistema di equazioni differenziali a bassa dimensionalità in grado di generare un comportamento caotico. La rappresentazione grafica delle soluzioni a questo sistema di equazioni assume la caratteristica forma di una farfalla. Rappresenta un modello semplificato del moto di convezione di uno strato bidimensionale di fluido scaldato uniformemente dal basso e raffreddato dall'alto. Credit: Wikimol, Dschwen / Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 3.0.

Questo è un libro da regalare obbligatoriamente a tutti i ragazzi. Parla di clima in modo accessibile e completo. Ma anche - diciamo così - ispirato. Letto bene può dare alla vita di un giovane una direzione diversa da quella immaginata fino a quel momento. Quello in cui riesce Filippo Giorgi nel libro L’uomo e la farfalla (Franco Angeli, 2018) è di comunicare a tutti (non solo ai ragazzi, in realtà) che il cambiamento climatico è la sfida più grande che si dovrà affrontare in questo secolo e in quelli a venire.

E se investissimo nella ricerca?

Un momento del dibattito finale del Convegno "La ricerca scientifica: un valore per il paese", CNR, Roma, 10 maggio 2018.

Nell’ultima decade si sono succeduti governi che per ragioni di bilancio hanno bruciato il 20 per cento delle risorse destinate alla ricerca, pari a 1,2 miliardi.

Ricerca: la buona greppia fa la buona bestia

Tre cavalli aveva il fattore: Giacinto, Asclepio e Aristide. Passarono gli anni e nella greppia c’era sempre meno biada perché i tempi erano grami. A un certo punto il fattore decise che era venuto il momento di premiare il cavallo migliore, che avrebbe partecipato alla corsa dell’anno. Così cominciò a dare più biada a Giacinto togliendone un po’ ad Asclepio e Aristide. Anno dopo anno la biada diminuiva, e quel poco che c’era passava dai due cavalli sempre più magri a quello più in forze. Venne il giorno della gara.