Biologia

La dura vita degli anfibi milanesi

Crediti: Pixabay/Pexels. Licenza: CC0 License

La “doppia vita” degli anfibi (amphì doppio, bios vita) ha un’origine antichissima: fra i vertebrati, sono il gruppo che circa 350 milioni di anni fa mise il primo “piede” (in realtà si trattava di un elemento riconducibile a una pinna modificata) fuori dall’acqua iniziando la colonizzazione della terraferma. Gli anfibi però rimasero vincolati a entrambi gli ambienti.

La clonazione non è solo scienza

I macachi Zhong Zhong e Hua Hua sono i primi primati creati con lo stesso metodo usato per la pecora Dolly. Credit: Image by Institute of Neuroscience/ Chinese Academy of Sciences.

L’identità comincia dal nome, e per fortuna i due macachi clonati a Shangai hanno nomi diversi, ancorché doppi: Zhong Zhong e Hua Hua. Dal punto di vista della ricerca di base la nuova clonazione non è una novità: la tecnica utilizzata è la stessa di Dolly, il trasferimento di nucleo. Anche se - come spiega Carlo Alberto Redi - questa volta i ricercatori cinesi sono riusciti evidentemente ad agire sulla regolazione genica in modo da disinnescare i sistemi di controllo che impediscono di solito alla cellula somatica di tornare al punto di partenza per avviare un nuovo differenziamento.

Viaggio genetico intorno al giorno

"Open your eyes". Photo by woodleywonderworks - Licenza: CC BY-SA 2.0.

 

E’ una sera d’estate: il sonno arriva dopo cena, insieme al profumo che le belle di notte esalano solo al buio, per attrarre le farfalle notturne; alle 2 si dorme profondamente, ma verso mattino si sente la necessità di tirare su il lenzuolo, perché sembra faccia più freddo. Alle 8 ci si sveglia e ci si sente sempre più attivi a mano a mano che il giorno procede, fino a che, alle 21, il ciclo ricomincia.

Studiare ciclisti, pesci e uragani per fermare la corsa del cancro

Meccanismi di migrazione delle cellule tumorali. Credits photo: IFOM.

Designare un leader che, grazie alla sua maggior capacità di spinta, permetta all'intero gruppo di avanzare; una volta esaurita la sua forza, sostituirlo con qualcuno più fresco tra i followers che intanto dietro hanno risparmiato energia. Quella che sembrerebbe la tattica vincente di un team di ciclisti in gara è in realtà uno dei principi base della motilità di un gruppo di cellule tumorali che tenta di migrare e di completare la sua missione a noi più fatale: quella di creare metastasi.

Struttura e complessità, dai biopolimeri al citoscheletro cellulare

Jeff Urbach, professore alla Georgetown University e coordinatore del Dynamics Imaging Laboratory in Regents Hall. Photo di Kuna Malik Hamad.

Cosa succede quando un oggetto viene sottoposto a una forza, per esempio una compressione o una spinta? Che eventi si verificano nella sua struttura interna? In che modo materiali diversi si piegano, deformano, spezzano? Domande, queste, al centro dell’attenzione di chi studia fisica dei materiali. Per rispondere alle quali lo studio della complessità è di grande aiuto.

La rivoluzione della biologia sintetica

Scansione a colori con microscopio elettronico di cellule di lievito di birra (Saccharomyces cerevisiae). Credits: SciencephotoLibrary.

Saccaromices cerevisiae è un fungo unicellulare (quindi appartenente al regno dei Funghi) fondamentale per l'alimentazione umana. Il suo utilizzo è noto fin dall'antichità per la lievitazione del pane e per la fermentazione di vino e di altre bevande alcoliche.

Il micromondo complesso all’interno delle cellule

Jack D. Griffith, professore di microbiologia e immunologia e direttore di facoltà dell'Electron Microscopy Facility, University of North Carolina. Fra le sue passioni i cavalli, guidare aeroplani e le auto d'epoca.

L’interno di una cellula è un perfetto esempio di biosistema complesso, nel quale entrano in scena diversi attori: organelli, enzimi di vario tipo, complessi proteici, RNA messaggeri, lisosomi, proteine strutturali. Jack D. Griffith, professore all’Università della North Carolina, si occupa di studiare questo micromondo cellulare e le complesse interazioni che lo fanno funzionare.

Rivoluzione CRISPR

 

Immaginiamo degli studiosi che conducono ricerche sui sistemi di difesa dei batteri dall’aggressione dei virus: apparentemente quanto di più “di base” si possa immaginare nella ricerca scientifica. Poi succede che una coppia di brillanti ricercatrici compia il salto che porta questo filone di ricerca a generare uno strumento capace di cambiare l’uomo, le piante e gli animali, a correggere e manipolare il patrimonio genetico con la finezza di un correttore di bozze. Lettera per lettera.

Plancton, fragile sentinella del Pianeta

Fantasmi nelle acque

Plancton in greco antico vuol dire “vagabondi”. Lo zoologo tedesco Victor Hensen (1835-1924) usò questo termine per riunire sotto un'unica definizione quell'insieme di organismi acquatici per lo più trasparenti che vivono in balia delle correnti. Una densità corporea molto prossima a quella dell'acqua conferisce un elevato grado di galleggiamento ma anche una mobilità limitata agli esseri planctonici, che non possono nuotare controcorrente.

La rivoluzione di CRISPR-Cas9

Il Festival della Scienza si è appena concluso con una lectio magistralis dedicata a CRISPR-Cas9. Una tecnologia molto recente che consente di introdurre cambiamenti nel genoma di cellule viventi in modo rapido, efficiente, semplice e poco costoso. I suoi elementi fondamentali sono la specificità e la versatilità. CRISPR-Cas9 porterà ad una accelerazione straordinaria della nostra comprensione della biologia. Con Pier Giuseppe Pelicci, direttore della ricerca dell’'Istituto Europeo di Oncologia (IEO) abbiamo analizzato le promesse e alcune perplessità legate a questa tecnologia.

ET, Frank Drake e gli altri

Erano i primi anni Sessanta quando Frank Drake, uno dei pionieri in questo campo, propose le sue riflessioni sulla possibile esistenza di altre civiltà nell’Universo. Codificate nella famosa equazione, quelle riflessioni hanno da allora indotto e sostenuto la ricerca di possibili segnali intelligenti nel Cosmo.

Intestino e cervello sempre più simili

L’epitelio intestinale ha un ruolo strategico per la salute umana, che deve giocare su due fronti: da una parte deve essere totalmente impenetrabile ai microrganismi che affollano il tubo digerente, sia residenti funzionali (il cosiddetto microbiota) sia provenienti dall’esterno con il cibo e, dall’altra, deve lasciare il “via libera” alle molecole di nutrienti che dal cibo devono arrivare al sangue circolante, dopo aver superato il “dazio” del passaggio epatico.

Il fil rouge dell’autofagia attraversa tutte le malattie?

Nel 2015 ci sono ancora attività fondamentali della vita della cellula, conservate attraverso tutta l’evoluzione, di cui sappiamo poco. È il caso dell’autofagia, un meccanismo omeostatico che si serve dei lisosomi per degradare e riciclare il materiale cellulare, le proteine, gli organelli invecchiati.  Interpretato al momento della sua scoperta come banale epifenomeno della morte cellulare, si è rivelato, nel corso degli anni, un’inesauribile fonte di sorprese.

Il Nobel per la Medicina alla lotta contro le malattie della povertà

Il premio Nobel per la Medicina e Fisiologia 2015 è stato assegnato all’irlandese William C. Campbell, al giapponese Satoshi Ōmura e alla cinese Youyou Tu: ai primi due per le loro scoperte sulle infezioni causate dai nematodi, al terzo per le sue scoperte legate alle terapie contro la malaria.

Piante transgeniche: fabbriche verdi per la salute umana

“Imagine a world in which any protein, either naturally occurring or designed by man, could be produced safely, inexpensively and in almost unlimited quantities using only simple nutrients, water and sunlight. This could one day become reality as we learn to harness the power of plants for the production of recombinant proteins on an agricultural scale.”

Julian K-C. Ma, Pascal M. W. Drake & Paul Christou (2003) Nature Reviews Genetics 4, 794-805

La dipendenza come malattia cronica del cervello?

Tra i vari disturbi del sistema nervoso che stanno oggi sollecitando la ricerca di base, le dipendenze costituiscono senza dubbio uno dei casi di studio più interessanti, per diverse ragioni. Una importante tra queste è che le dipendenze rappresentano il disturbo del comportamento per il quale è disponibile la maggiore quantità di dati sperimentali, dalla ricerca molecolare, genetica e neurofarmacologica sui modelli animali sino agli studi di neuroimmagine sull’uomo o alle nuove indagini di neuroscienze cognitive e sociali.

OGM: sfida in campo aperto

Negli ultimi tredici mesi la percezione pubblica verso gli OGM ha cominciato ad aprirsi a un dibattito un po' più equilibrato e soprattutto science-based. Questo è avvenuto anche attraverso articoli di stampa firmati da diversi scienziati e intellettuali e interventi riportati anche su Scienza in Rete (vedi il dossier).
Anche in Parlamento qualcosa è cambiato o, almeno, sembra stia cambiando.

OGM: polemiche geneticamente modificate

Tecnologia innovativa in grado di risolvere il problema della fame dei paesi in via di sviluppo, o potenziale pericolo per l'uomo e l’ambiente? Negli ultimi anni il dibattito sugli OGM non ha smesso di alimentare polemiche. Ma mentre continua il “dialogo” tra ambientalisti, politici e comunità scientifica, l'applicazione delle biotecnologie all'agricoltura è in rapida espansione.

Guerra al bracconaggio di elefanti: un aiuto dal DNA

Una tonnellata di avorio distrutta pubblicamente a Times Square, nel cuore di Manhattan. Organizzata per la mattina di venerdì 19 giugno 2015 dallo US Fish and Wildlife Service (FWS), un’agenzia statunitense per la gestione e conservazione della fauna selvatica, quest’azione dimostrativa è servita a dare maggiore vigore all’ennesima denuncia del traffico illegale di zanne di elefante.

Combattere le nuove epidemie globali investendo a livello locale

La dura e dolorosa lezione del non ancora spento “outbreak” del virus Ebola e di altre recenti epidemie virali (SARS, MERS, Chikungunya, influenza e, ovviamente, HIV/AIDS) dimostra quanto la comunità globale sia vulnerabile alle infezioni virali e quanto rapidamente un focolaio d’infezione in un angolo del mondo possa mettere a rischio l’operatività e la salute di persone geograficamente molto distanti da esso.

A Brunangelo Falini il prestigioso “Leopold Griffuel”

Il 6 maggio a Parigi Brunangelo Falini, dell’Università degli Studi di Perugia e membro del Gruppo 2003 per la ricerca scientifica, ha ricevuto il premio “Leopold Griffuel”.
E’ il più alto riconoscimento per la ricerca sul cancro in Europa e fu instituito nel 1970 da madame Griffuel in memoria dell’ultimo marito Leopold Griffuel.

I big data della biologia a Milano-Bicocca

C'è un nuovo laboratorio al Centro di Systems Biology SYSBIO dell'Università di Milano-Bicocca, dove da oggi si potranno eseguire analisi d'avanguardia in metabolomica grazie a un set di strumentazioni uniche nel settore. La struttura è stata inaugurata nei giorni scorsi ed è situata presso il Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze di Milano Bicocca, potrà contare da subito sulle forze di 12 ricercatori, coordinati da Lilia Alberghin

La storia dimostra l’inefficacia delle moratorie

La storia dimostra l’inefficacia delle moratorie. La storia della Biologia più recente, con la conferenza di Asilomar nel 1975 e la moratoria sull’uso della tecnologia taglia-e-cuci del DNA (DNA ricombinante) grazie agli enzimi di restrizione ne è la prova più evidente (ma anche quella del 1997 sulla clonazione umana e quella del 2012 sul guadagno di funzione dei virus influenzali aviari).
Con tutte le falsificazioni concettuali e pratiche che ne possono derivare.

Editing del DNA, gli scienziati chiedono una moratoria

Scrivendo alla rivista Nature, un gruppo di ricercatori che si occupa di terapia genica ha chiesto una moratoria internazionale per l’utilizzo e la regolamentazione dell’editing del genoma sulle cellule germinali.
Nell’articolo, firmato da 5 scienziati, coordinati da Edward Lanphier, presidente dell’Alliance for Regenerative Medicine, si invitano tutti i colleghi a rifiutare con fermezza le modifiche di embrioni, anche se per il solo scopo della ricerca.

Non c’è alternativa alla sperimentazione animale

Una sede, l’Accademia dei Lincei a Roma, è prestigiosa, di quelle che portano già nel nome l’autorevolezza di secoli di storia. L’altra, nel contesto della convention Telethon a Riva del Garda, è suggestiva, coronata dalle montagne che si affacciano sul lago. Due splendidi scenari che hanno visto negli ultimi giorni nuovi tentativi di dialogare con la politica, i media, ma anche con il grande pubblico, per spiegare le conseguenze che avrà la direttiva europea 2010/63 sulla sperimentazione animale, così come è stata applicata in Italia.

Epigenomica, la sinfonia delle nostre cellule

Tutte le cellule del corpo umano contengono essenzialmente lo stesso DNA. Ma allora cosa rende diverse una cellula cardiaca da neurone? Le cellule possono utilizzare le informazioni contenute nel codice genetico in maniera differente a seconda delle funzioni che devono esplicare, proprio come un’orchestra può eseguire una sinfonia in diversi modi. L’epigenoma rappresenta la sinfonia delle nostre cellule cioè la particolare combinazione di modificazioni dell’espressione genica che differenzia la cellula.

Alla ricerca dell’elisir di giovinezza con la parabiosi

La parabiosi è una tecnica chirurgica che consiste nell’unione del sistema vascolare di due animali vivi come avviene nei gemelli siamesi o negli animali che condividono la placenta nell’utero. In laboratorio la parabiosi rappresenta una rara opportunità di studiare i meccanismi d’azione dei fattori che circolano nel sangue di un animale quando entrano in un altro animale. Negli anni ’70 esperimenti realizzati grazie all’utilizzo di questa tecnica portarono a importanti scoperte nei campi dell’endocrinologia, della biologia del tumore e dell’immunologia.

Cancro, ecco come si muovono le cellule metastatiche

“Migrano in gruppi di almeno 23 elementi, si muovono in modo autonomo e apparentemente casuale, ma perfettamente coordinato e compatto. C’è un leader che guida il gruppo, indicando le strategie di movimento e la rotta della migrazione”.
Quello descritto non è l’inizio di un documentario naturalistico sul comportamento di uno stormo di uccelli migratori ma bensì alcune delle fasi del processo di migrazione di cellule tumorali aggregate in gruppo.

La scienza dell’olio

Quest’anno è stato dichiarato l’anno nero dell’olio di oliva, per il calo drammatico della produzione di olive e di conseguenza dell’olio di oliva in Europa, che da sola copre i 3/4 della produzione mondiale.
A pagarne le spese è stata soprattutto l’Italia, che dopo la Spagna, è il secondo produttore di olio di oliva nel mondo, e il paese che più di ogni altro consuma olio di oliva (con circa 12 kg di olio a testa ogni anno).

Un algoritmo per far luce negli angoli bui del DNA

Come studiare le malattie, in particolare quelle ereditarie? La tendenza di gran parte dei ricercatori è quella girare intorno a ciò si conosce, che, nel caso del DNA, corrisponde a quel 2% del genoma codificante per proteine.
Queste porzioni sono sicuramente importanti e infatti molte malattie sono causate proprio da mutazioni avvenute in una o alcune di queste sequenze. Ma sono gli unici indizi? Probabilmente no, anzi: sono semplicemente quelli maggiormente visibili, visto che la mutazione determina la codifica di un aminoacido diverso (e quindi una proteina diversa).

Ma il cancro dipende veramente dalla “sfortuna”?

La notizia sembrerebbe - il condizionale è d'obbligo - veramente rivoluzionaria come di fatto appare nei titoli dei siti dei quotidiani e delle agenzie di stampa. Ricercatori della prestigiosa John Hopkins School of Medicine che fanno capo a Vogelstein avrebbero stabilito che ben il 66% dei tumori non dipenderebbe dagli stili di vita ma semplicemente da "cattiva fortuna".

Passi avanti per un vaccino contro il citomegalovirus

Il citomegalovirus (CMV) umano è un virus appartenente alla famiglia degli Herpes virus, chiamato così perché le cellule infettate diventano giganti prima di morire. Il virus è molto diffuso e infetta gran parte della popolazione mondiale. Nelle persone sane, l’infezione è spesso asintomatica o molto lieve (come una banale influenza), tanto che spesso non ci si accorge di essa.

Pronto….risponde il DNA

Fino a un milione di volte al giorno, fotoni provenienti dalla luce del sole, mutageni nel cibo, acqua e aria; e altri attacchi danneggiano le molecole di DNA. Per evitare gli effetti avversi del permanere di un danno nel DNA le cellule hanno sviluppato nel corso dell'evoluzione un intricato sistema di risposte atte a salvaguardare l'integrità del genoma. I meccanismi di riparazione propriamente detti ripristinano la corretta sequenza del DNA senza introdurre errori.

Nuove prospettive di cura: l’immunoterapia contro il cancro

L’ultima frontiera della lotta contro il cancro è l’immunoterapia applicata alle leucemie. È quanto emerge da un comunicato apparso recentemente sulla rivista Nature. Pioniere del nuovo approccio terapeutico, l’immunologo Michel Sadelain del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York City. La sua idea è di isolare alcune delle cellule T di un paziente e ingegnerizzarle perché riconoscano il cancro, quindi reiniettarle nel soggetto malato.
Studi su modelli murini hanno dimostrato che questo approccio potrebbe funzionare.

Superamniocentesi: è davvero tempo di una rivoluzione?

Si è parlato di "importante novità", di "svolta", addirittura di "rivoluzione" nella diagnosi prenatale all'annuncio, nelle scorse settimane, di una nuova tecnica di analisi del DNA fetale, soprannominata superamniocentesi (o supervillocentesi). A presentarla, in Italia, è stato il gruppo di Claudio Giorlandino, direttore dei centri clinico-diagnostici Altamedica di Roma e Milano, tra i principali centri privati di diagnosi prenatale.

Potere della mente: curare il Parkinson con il placebo

Il potere dell’aspettativa potrebbe rappresentare un’arma in più nella cura della malattia di Parkinson.
È questo in sostanza il risultato di una ricerca recentemente pubblicata sulla rivista Nature Neuroscience e condotta dai ricercatori dell’Università di Colorado Boulder e della Columbia University. Secondo questo studio infatti nei pazienti affetti da Parkinson l’attività cerebrale correlata all’apprendimento aumenterebbe sia in risposta a un trattamento con placebo che con il farmaco vero e proprio.

Siamo tutti OGM: allarme rosso?

Lo scorso agosto la rivista The New Yorker, nota per le sue posizioni liberali e le sue pungenti vignette, ha pubblicato un articolo di M. Specter, autore d’un discusso libro (Denialism, o Negazionismo), che nel sottotitolo denunciava come il pensiero irrazionale ostacola il progresso scientifico, danneggia il pianeta e minaccia le nostre vite(sic).

Un Nobel… microscopico

Premio Nobel per la Chimica 2014 all’americano William E. Moerner, 61 anni, all’americano Eric Betzig, 54 anni, e al rumeno residente in Germania Stefan W. Hell, 52 anni, per lo sviluppo della microscopia a fluorescenza super-resolved, ovvero una microscopia ottica ad altissima risoluzione, capace di farci vedere oggetti alla scala dei nanometri e, anche per questo, definita nanoscopia.

Purtroppo è un’illusione: dall’HIV non si guarisce

Due anni fa risultati presentati a uno dei maggiori congressi mondiali sulla infezione con HIV avevano sollevato un enorme interesse: un neonato diagnosticato infetto con HIV alla nascita, il cosiddetto “Mississippi baby”, era stato trattato subito dopo la nascita con una potente combinazione di farmaci che avevano portato ad una apparente guarigione. Dopo 3 anni nei quali il virus HIV era completamente scomparso dal sangue i ricercatori avevano sospeso la terapia e annunciavano di avere per la prima volta guarito un paziente infetto.

Indagini prenatali: più se ne sa, meno se ne fanno

Per molto tempo amniocentesi e villocentesi sono stati gli unici esami possibili per saperne di più su eventuali malattie di un bambino in arrivo: esami invasivi che danno informazioni precise sui cromosomi fetali, ma comportano un (piccolo) rischio di aborto. Poi sono arrivati i test di screening, come il bitest combinato: più sicuri, ma anche meno accurati, perché danno solo stime di rischio.

Policitemia Vera: due facce della stessa medaglia

La Policitemia Vera (PV) è una neoplasia delle cellule staminali midollari caratterizzata da deregolazione nella produzione di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine che può evolvere in mielofibrosi o leucemia acuta.
La malattia insorge a seguito della mutazione V617F del gene JAK2 (Janus kinase 2), una tirosin chinasi che viene costitutivamente attivata dalla mutazione, ma non è ancora chiaro come questa mutazione influenzi il comportamento delle staminali ematopoietiche CD34+.

Differenziazione sessuale: non solo una questione di x e y

Forse non ve ne siete mai accorti ma maschi e femmine del moscerino della frutta differiscono leggermente, da dove derivano queste differenze? Dai cromosomi X e Y direte voi. La risposta è corretta ma, secondo uno studio pubblicato su Genetics, la rivista dell’American Genes Society, anche un piccolo gruppo di geni gioca un ruolo chiave nella differenziazione sessuale.

Infezione da HIV: progressi scientifici e battute d’arresto

Si è da poco conclusa a Melbourne la XX Conferenza Internazionale sull’HIV/AIDS, che ha raccolto quasi 14.000 partecipanti tra clinici, ricercatori, attivisti e giornalisti. Un incontro funestato prima del suo inizio dall’assurda tragedia del volo MH17 abbattuto da “folli ribelli” al confine russo-ucraino in cui hanno perduto la vita anche diversi ricercatori e attivisti diretti alla Conferenza.

Ebola: quali sono i farmaci sperimentali?

L'8 agosto, Margaret Chan direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito la crisi dell’Ebola nell’Africa Occidentale una “emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale”.
Il nuovo bilancio parla di 1.013 decessi e di 1.848 casi censiti. Tra il 7 e il 9 agosto 2014 - precisa l’Oms - sono stati segnalati 69 nuovi casi di malattia da virus Ebola (confermati, probabili e sospetti) e 52 decessi in tre dei quattro paesi colpiti.

Fare la mappa del DNA può cambiare la vita

“Perché sono ancora così pochi i medici che si fanno analizzare il DNA?” A chiederselo è George Church, professore di genetica a Harvard, in un editoriale su Nature. “Non solo, ma dovremmo fare molto di più - continua Church - per educare il pubblico ai benefici che se ne potrebbero avere”. “E se cominciassi col farlo io?" mi chiedo. “E se poi scopro che potrei ammalarmi di Alzheimer o di Parkinson o di certi tumori cosa faccio?".
Comunque “meglio sapere”, penso tra me e me “o forse no”.

La proteina "spazzino" che conserva il cuore giovane e sano

Liberarsi dall’immondizia non è solo un’incombenza domestica. Anche il mondo microscopico delle cellule deve fare i conti con i rifiuti, proteine e organelli cellulari vecchi e non più funzionanti che occorre eliminare, pena pesanti conseguenze. E quando questo non accade nelle cellule cardiache, la conseguenza può prendere il nome di cardiomiopatia ipertrofica. Lo ha mostrato uno studio finanziato da Telethon condotto da alcuni ricercatori dell’Università di Padova e del Venetian Institute of Molecular Medicine (VIMM).

Test prenatali: cosa può svelare il sangue di mamma?

Ogni mamma lo sa: un figlio lo senti dentro al cuore, ti entra proprio nel sangue. Ecco: da quando lo hanno scoperto pure gli scienziati, nulla è stato più come prima. Nel 1997 uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista The Lancet dimostrava per la prima volta la presenza di DNA fetale nel sangue materno: la ricerca, firmata da Yuk-Ming Dennis Lo dell'Università cinese di Hong Kong, svelava che circa il 13% del DNA libero circolante nelle vene di mamma è, in pratica, un “dono” del nascituro.

L'area 12 divide l'uomo dal macaco

Saper decidere, progettare, pensare al futuro, imparare dagli altri: è soprattutto questo che ci distingue dagli animali. Anche da quelli che ci sono più vicino nella scala dell'evoluzione come le scimmie e in generale i primati non umani. Ma com'è che il nostro cervello sa orchestrare tutto questo e perché  le scimmie queste capacità non le hanno proprio? Se lo chiedevano in tanti da anni.

Nuove politiche di invecchiamento attivo

Per anni i produttori di videogiochi hanno sostenuto che il loro utilizzo stimola, non danneggia, l’intelligenza. Oggi uno studio condotto da un gruppo di neuroscienziati dell’Università della California (San Francisco) sembra dar loro ragione. La ricerca, pubblicata da poco su Nature, dimostra che se un gioco è pensato per agire su di uno specifico deficit cognitivo, la sua pratica può effettivamente portare benefici.

Nei mitocondri conta anche l’apparenza

In una cellula nulla è casuale, nemmeno la forma apparentemente disordinata delle creste mitocondriali. Uno studio appena pubblicato su Cell da Luca Scorrano, ricercatore dell’Istituto Telethon Dulbecco e professore di biochimica all’Università di Padova, ha dimostrato che l’efficienza della catena respiratoria è strettamente correlata alla disposizione delle pieghe della membrana interna dei mitocondri. E questa, a sua volta, è regolata dall’attività di un gene, chiamato OPA1.

Bioscienze in Europa, quale ruolo per l'Italia?

Adriano Buzzati Traverso sarà ricordato come studioso, docente ma soprattutto come manager d’una ricerca senza frontiere: i suoi frequenti soggiorni all’estero, al di qua e al di là dell’Atlantico, l’avevano rapidamente convinto della necessità di sprovincializzare lo studio delle bioscienze in Italia e quindi di potenziare gli scambi con Paesi più avanzati.

Uno studio italiano contro la melioidosi

Insieme al miglioramento delle condizione igieniche e alla scoperta e l'uso degli antibiotici, la vaccinazione è la pratica medica che ha avuto il maggiore impatto sulla salute umana e il tenore di vita negli ultimi decenni. Lo sviluppo di nuovi vaccini e terapie è stata aiutata, e in gran parte determinata, da una maggiore comprensione della patogenesi di agenti infettivi.

Siamo quello che mangiamo o che non mangiamo?

La copertina del numero di maggio scorso della rivista National Geographic riporta l’immagine di un bambino accompagnata da un titolo provocatorio “Questo bambino vivrà fino a 120 anni”. Indubbiamente, l’aspettativa di vita media nel mondo ha superato la soglia dei 70 anni, ma siamo ben lontani dal pensare di poter diventare ultracentenari. In verità, il problema principale non è quanto a lungo riusciamo a vivere, ma in che modo.

Una fotografia molecolare per l'ubiquitina

Fotografare una proteina per studiarne la funzione. Affinata da un team di ricerca dell’IFOM di Milano una sofisticata tecnica per catturare con un fermo immagine molecolare il processo coordinato dall’ubiquitina, proteina con un complesso ruolo di comunicazione cellulare, cruciale per la salute dell’organismo. Malfunzionamenti nel meccanismo di comunicazione gestito dall’ubiquitina possono infatti dare origine a tumori.

Trenta anni di OGM

Cosa è successo di rilevante nel 1983? Posta così a bruciapelo, questa domanda ci troverebbe forse incapaci di rispondere. Nel 1983 è stato fotografato per la prima volta il virus dell’HIV e Barbara McClintock aveva ottenuto il premio Nobel per il suo pioneristico lavoro sui trasposoni di mais. La tazzina del caffè in Italia costava 17 centesimi e la benzina 50 centesimi al litro, in un Paese che aveva per la prima volta un Governo guidato da un socialista.

La ricerca della complessità: proprietà emergenti

«More is different», sostiene Philip Warren Anderson, premio Nobel per la fisica nel 1977. L’insieme è, spesso, più della somma delle sue parti. Perché presenta, spesso, proprietà che non sono la semplice somma delle proprietà delle sue parti. Presenta proprietà emergenti. Difficilmente prevedibili studiando le sue singole componenti.

Ecco il timbro molecolare che riprogramma le cellule

Una ricerca pubblicata sulla prestigiosissima rivista PLoS Genetics segna un passo avanti verso l’ultimo traguardo della medicina rigenerativa: l’impiego a scopo terapeutico delle cellule staminali ottenute tramite riprogrammazione cellulare. A rivelarlo è uno studio tutto italiano condotto dagli scienziati Stefano Casola e Giuseppe Testa nei laboratori dell’IFOM e dello IEO di Milano.

Ombre e macchie sul caso Pistorius

Libertà su cauzione è la sentenza  pronunciata dai tribunali di Pretora per Oscar Pistorius, indagato per l’omicidio della fidanzata Reeva Steenkamp. Il campione olimpico e paralimpico, conosciuto come “blade runner” a causa dei suoi arti prostetici, è stato accusato di aver ucciso la fidanzata, morta nella loro abitazione a Pretora, Sudafrica, all’alba dello scorso 14 febbraio.

G-Quadruplex: il DNA a quattro eliche

Da quando è stato svelato “il segreto della vita”, non c’è immagine più ricorrente della doppia elica di DNA, in cui i suoi due filamenti si avvolgono come una scala a chiocciola. Tuttavia, con uno studio pubblicato il 20 gennaio 2013 su Nature Chemistry, un team di ricercatori dell’Università di Cambridge (Regno Unito) ha fornito una solida prova dell’esistenza, in cellule umane, di strutture di DNA a quadrupla elica.

Sotto stress l'RNA antisenso salva le cellule

Cominciamo con un ripasso sui libri di testo: Il DNA è formato da due filamenti orientati in direzioni opposte. Molte zone del DNA genomico di una cellula contengono contemporaneamente due geni: uno su un filamento, che codifica per le proteine (mRNA); e uno sull'altro filamento, che viene invece trascritto in un RNA non codificante. Quest’ultimo RNA viene definita "antisenso". Più del 70% degli mRNA sono associati con RNA antisenso (AS).

Biosintetica: biologia di sintesi e questione etica

Quali paure sono in gioco quando l’essere umano diventa il creatore di nuove forme di vita? Le esamineremo in riferimento a due approcci etici, quello degli “entusiasti”e quello dei “critici”. Vedremo come per affrontare questi problemi sia fondamentale imparare dal passato - per mantenere la legittimazione e il supporto da parte dei cittadini - ma anche riconoscere che ci troviamo davanti a qualcosa di nuovo e importante, da regolamentare e discutere a livello internazionale.

Dimagrire: missione impossibile?

Che i chili persi con tanti sacrifici, per chi è seriamente soprappeso, alla fine tornino sempre da oggi potrebbe essere ben più di un luogo comune o di un incubo ricorrente. La colpa però non sarebbe della mancanza di disciplina o di forza di volontà, ma del nostro stesso corpo che per una serie di reazioni biologiche, in determinate circostanze, sembra settato per contrastare la perdita di peso. Questa è la conclusione dello studio condotto dal gruppo guidato da Joseph Proietto dell’Università di Melbourne e recentemente pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Tutte le distanze evolutive tra le specie in una app

In attesa delle celebrazioni che si terranno al Museo Civico di Storia Naturale di Milano dal 10 al 12 febbraio prossimo in occasione dell''Evolution Day 2012 (diretta streaming su Scienza in rete) è facile e divertente ingannare il tempo con TimeTree.
TimeTree è una app studiata dal Center for Evolutionary Functional Genomics per rendere accessibili le informazioni scientifiche pubblicate in letteratura sulle distanze evolutive che separano tutti gli esseri viventi.

La battaglia del biologo furioso

Dopo il secolo della chimica (l’Ottocento) e quello della fisica (il Novecento) il nostro è il secolo delle scienze della vita: medicina rigenerativa, biologia sintetica, biotecnologie agroalimentari, bioingegneria (sempre che l'exploit dei neutrini non rilanci alla grande la fisica...). Oggi, più di ieri, è importante conoscere il linguaggio delle scienze per comprendere la realtà che ci circonda.

Cellule pluripotenti indotte: "quasi" come le embrionali

Dal 2006, quando sono state generate per la prima volta nel laboratorio di Shinia Yamanaka [Takahashi 2006], le iPS (induced Pluripotent Stem cells) sono le assolute protagoniste della ricerca in corso sui meccanismi che regolano la capacità di una cellula di differenziarsi in tutti i tipi cellulari che formano il nostro organismo. La loro immediata ed enorme popolarità è dovuta al fatto che queste cellule sono ottenute dalla trasformazione di normali cellule adulte in cellule staminali embrionali, le uniche fino ad allora ad essere pluripotenti.

Tornano le illusioni della memoria dell'acqua

Sir John Maddox (è stato direttore di Nature per 22 anni) di scienza ne capiva e sapeva divulgare le cose della scienza come nessun altro. Capita - era il 1988 - che Nature pubblichi un lavoro di scienziati francesi sulla memoria dell’acqua. I revisori ne sono affascinati, Maddox no. “La memoria dell’acqua, troppo bello per essere vero” pensa Sir John. Ma non vuole perdere l’occasione di essere al centro del dibattito che quegli esperimenti avrebbero generato. Sullo stesso numero di Nature esce un editoriale non firmato in cui si legge:

Forma e funzione: da Aristotele al DNA

L’umanità ha da sempre nutrito il fascino per la forma, il modo in cui un corpo occupa lo spazio; da tale attrazione nascono le arti visive, la scultura e l’architettura che hanno accompagnato l’umanità fin dalla notte dei tempi. Ma le forme in assoluto più straordinarie appartengono al mondo vivente: sono i nostri organi, tessuti e cellule.

Staminali fra scienza ed etica

La tutela della libertà scientifica è prevista dalla Costituzione italiana. Con questa affermazione  all’apparenza semplice e scontata, il Documento della Commissione per i problemi etici posti dalla scienza della Chiesa Valdese ribadisce quello che dovrebbe essere un punto fermo nel dibattito, oggi acceso più che mai, in merito alla ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali umane.

Energia dalle piante: la ricerca continua

La domanda d’energia mondiale è in continuo aumento e cresce proporzionalmente con l’incremento della popolazione e lo sviluppo economico. Tuttavia le risorse energetiche disponibili e riconducibili alle fonti fossili sono limitate. Nasce quindi il bisogno di trovare fonti d’energia rinnovabile da affiancare alle fonti energetiche tradizionali. Una possibilità è l’utilizzo della biomassa vegetale.

La grande domanda: c'è vita là fuori?

Tutto in noi cambierebbe profondamente se scoprissimo che c’è vita anche su altri corpi celesti. Ma come arrivare alla scoperta? E come capire di che tipo di vita si tratta? Ed infine, come potremmo essere sicuri che si tratta proprio di vita? Non sono problemi (e domande) nuovi: già gli antichi parlavano dei “molti mondi” dell’universo, e nel decimo secolo una favola giapponese, La storia del tagliatore di bamboo, raccontava di come la Principessa degli uomini della Luna avesse visitato la Terra. Ma, quando agli inizi del Seicento il cannocchiale svelò la sterminata grandezza dell’Universo, la ricerca della vita al di fuori della Terra sembrò un’impresa senza speranza.

Come funziona la memoria

"Siamo ciò che siamo in virtù di ciò che abbiamo imparato e che ricordiamo" affermano spesso Eric Kandel e Larry Squire, gli autori di questo libro affascinante che spiega i meccanismi molecolari, fisiologici e cognitivi che ci permettono di avere memoria di fatti, esperienze e pensieri. Ed è proprio alla memoria e allo studio della sua natura biologica che entrambi hanno dedicato la loro vita scientifica. Eric Kandel ha vinto il Premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia nel 2000.

Il tumore e le cellule staminali adulte

Nella seconda metà degli anni novanta John Dick dell’Università di Toronto identificò nella leucemia una sottopopolazione cellulare che era in grado di rigenerare il tumore in topi immunocompromessi. Da allora la presenza di sottopopolazioni in grado di riprodurre il tumore di partenza è stata riportata anche in diversi tumori solidi.

Paleolitico, quando i sapiens non erano soli

L’articolo che Svante Pääbo e i suoi collaboratori hanno pubblicato il 23 dicembre su Nature ha confermato ciò che i dati molecolari avevano già messo in evidenza nel marzo di quest’anno: la presenza nel continente eurasiatico di un cespuglio numeroso di forme ominine durante il Pleistocene superiore. Insomma, un albero evolutivo dell’umanità più copioso di quello disegnato sulla base dei reperti fossili.

Percezione artistica: meglio gli uomini o le donne?

Da alcuni anni una serie di studi sta cercando di svelare i correlati neuronali della percezione della bellezza nei visi, nei quadri e nelle sculture, nella danza e nella musica (Aharon 2001; Cela-Conde 2004; Jacobsen 2006; Kawabata 2004; O'Doherty 2003; Rhodes 2007; Senior 2003; Vartanian & Goel, 2004). Si sono scoperte molte cose, ma due importanti aspetti sono ancora da chiarire: le possibili differenze tra la percezione estetica degli uomini e quella delle donne, e le spinte evolutive che possono avere modellato la nostra capacità di percepire “il bello”.

La duplice natura dell’evoluzione umana

Se gli esseri umani hanno un patrimonio genetico che è simile per il 98% a quello degli scimpanzé come fanno a diventare così profondamente diversi degli scimpanzé? Se gli esseri umani sono così simili fra di loro alla nascita come fanno a diventare così diversi da adulti? Per rispondere a queste domande è necessario analizzare non soltanto i processi evolutivi fondati sul DNA ma anche i processi fondati sull’attività del sistema mente-cervello: bisogna, quindi, spostare l’attenzione sull’evoluzione non-DNA dipendente dei viventi.

La vita reinventata?

Ecco l'inizio della «vita artificiale»! Costruita la prima cellula! Svolta epocale nella ricerca! Vita controllata da un DNA sintetico capace di dividersi e moltiplicarsi! Questi i titoli dei giornali del 20 Maggio 2010. Cosa era successo di così importante? Craig Venter (l’autore della sequenza del genoma umano) aveva ottenuto delle cellule capaci di riprodursi utilizzando un DNA completamente sintetico.

I media e la mistica del DNA

C’è quello depresso, quello obeso, quello insonne e pure quello brillo. Nelle ultime settimane la genetica ha aggiunto altri identikit all’ormai lunghissima lista di geni sospetti. Ora conosciamo i nomi, ma sarebbe meglio dire i “loci”, dei geni responsabili della depressione, dell’obesità, dell’insonnia e persino di quello che ci rende euforici già al primo drink. A dire il vero, dal Progetto Genoma (1990) in poi siamo ci siamo ormai abituati ad annunci di questo tipo.

Il primo paziente trattato con cellule staminali

Nell’agosto del 2006 Takahashi e Yamanaka pubblicavano sulla prestigiosissima rivista scientifica Cell (126:663-676, 2006) un metodo di riprogrammazione che consente alle cellule differenziate di acquisire le caratteristiche tipiche delle cellule embrionali staminali (ES). Le cellule ES, così come le cellule riprogrammate da Yamanaka (chiamate induced pluripotent stem cells, iPS), possiedono una straordinaria capacità di proliferare e di differenziarsi in vitro in molti tipi cellulari diversi che sono presenti nell’organismo. Per questo motivo sono dette “pluripotenti”.

La parte e il tutto nei sistemi viventi

Il concetto di sistema in biologia e il rapporto parte-tutto è estremamente complesso nei sistemi viventi: le parti viventi sono dei “tutti” e i “tutti” viventi sono delle parti. Per dirla con Koestler [A. Koestler, Il fantasma dentro la macchina, (SEI, Torino 1971)]: «Nel campo della vita, non esistono né parti né totalità in senso assoluto».

I batteri e i confini dell'Io

Quando crescevo dentro mia madre, il mio Io era chiaramente definito: tutte le cellule del mio corpo avevano lo stesso patrimonio genetico. Ma non appena ho lasciato il protettivo grembo materno, i batteri hanno iniziato a colonizzarmi: in poche settimane hanno invaso la superficie della mia pelle, la mucosa del mio naso, quella della mia bocca, quella del mio tratto digerente. Oggi, io sono formato da circa 10.000 miliardi di cellule umane, e da un numero da 10 a 20 volte maggiore di cellule batteriche. Questi batteri sono parte di me o sono solo parassiti? Dove termina il mio Io?

La vita, un'invenzione recente

Sul fatto che viviamo non c’è tanto da discutere. Al di là dei capricci di qualche genio maligno, che il mondo sia pieno di «infinite forme bellissime e meravigliose» è un’evidenza contro cui anche il più incallito degli scettici avrebbe poco da ribattere. Si dirà, se è vero che ci sono dei viventi è altrettanto vero che c’è della vita. Se è un’ovvietà dire che esistono delle forme viventi sarà un’ovvietà ancora più grossolana dire che esiste la vita. Eppure no.

A dieci anni dal sequenziamento del genoma umano

La sequenza dell’intero genoma - tre miliardi di lettere che contengono  le istruzioni per fare quelli che si pensava fossero 35 mila geni - s’è completata nel 2000.”La più grande rivoluzione dopo Leonardo” ha detto qualcuno. Il 26 giugno Francis Collins e Craig Venter erano lì, alla Casa Bianca, accanto al presidente  Clinton. “La scienza del genoma cambierà la nostra vita e ancora di più la vita dei nostri figli.

Che scienza è l'ecologia?

L’ecologia è una scienza di tipo nuovo che pone, secondo il filosofo Edgar Morin, alcune premesse fondamentali, le quali le permettono di distinguersi dalla scienza in senso classico. La scienza classica, infatti, genera incomunicabilità tra ambiti e tra discipline, rifuggendo qualsiasi rapporto tra oggetto e contesto. L’ecologia, invece, permette una comunicazione interdisciplinare e il riconoscimento di una stretta interrelazione tra l’oggetto e l’ambiente in cui si trova.

Il genoma di un'alga bruna

Come la vita sulla Terra si sia evoluta, da una forma inizialmente unicellulare ad una successiva pluricellulare, è ancora oggi oggetto di studio da parte degli scienziati evoluzionisti. Un nuovo passo in avanti per la comprensione di questo salto evolutivo degli essere viventi arriva dal genoma di un'alga bruna.

Genetica d'alta montagna

Da millenni, le popolazioni di montagna del Tibet vivono sulle alte vette della catena Himalayana, anche sopra i 4.500 metri sul livello del mare. Non è cosa da tutti, lo sanno bene gli alpinisti e gli escursionisti d'alta quota. Perchè a quelle altitudini può manifestarsi il “mal di montagna”, una condizione patologica che, se non trattata tempestivamente, può portare a conseguenze letali.

Creazione di una cellula batterica

«Creazione di una cellula batterica sotto il controllo di un genoma sintetizzato chimicamente», questo è il titolo del lavoro di Craig Venter, Hamilton Smith, Clyde Hutchinson e una ventina di colleghi apparso il 20 maggio 2010 su Sciencexpress, l’edizione on-line del prestigioso Science magazine, subito diventato oggetto di un’attenzione mediatica eccezionale e quindi di appassionati e in alcuni casi allucinanti dibattiti.

Una vita (quasi) artificiale

L’annuncio di Craig Venter sulla creazione della “vita artificiale” sta deflagrando sui giornali di tutto il mondo. Ed è giusto che sia così, dato che si tratta di un esperimento di eccezionale interesse, di cui anche Scienza in Rete, come è ovvio, si deve occupare. Anche perché -siamo alle solite- molti dei nostri giornali si sono limitati a gridare la notizia, abbellendola di commenti fantasiosi e di previsioni mirabolanti. Dunque, respiriamo a fondo, diamoci una calmata, e vediamo di dire in modo pacato di che cosa si sia trattato.

Il clima muta e gli uccelli cambiano rotta

Chi non ha mai visto uno stormo di rondini volare in cielo aperto? Un'immagine, quella del volo deli uccelli migratori, che certamente ci emoziona ma che forse potrebbe diventare presto solo un ricordo.

Un gruppo di ornitologi del Max Plank Institute di Radolfzell, guidati da Francisco Pulido e Peter Berthold, sostengono che il recente riscaldamento globale stia determinando cambiamenti evolutivi tra gli uccelli migratori.

Gli errori di Darwin?

Nel corso del 2009, m’è capitato di partecipare a qualche convegno celebrativo del duecentesimo anniversario della nascita che com’è noto coincideva con il centocinquantesimo anniversario della pubblicazione del suo capolavoro, L’origine delle specie.

Il barometro della biodiversità

In un articolo pubblicato sulla rivista Science, un gruppo di ecologi, capeggiati da Edward O. Wilson della University of Harward e da Simon Stuart, presidente della Species Survival Commission dell'IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura), propone alla comunità scientifica un importante progetto per la salvaguardia ambientale, la creazione di un “barometro per la vita”.

In quel dito l'impronta genetica di un'altra specie umana

La rivoluzione molecolare avvenuta in campo antropologico a seguito del  recente sviluppo delle biotecnologie e della possibilità che queste hanno offerto agli scienziati di ricostruire a partire dalle informazioni archiviate nel genoma la filogenesi dei primati, e al suo interno l’evoluzione dell’uomo, sta aprendo nuove e affascinanti prospettive anche nel settore della paleoantropologia. Nel prossimo futuro saremo forse in grado di scoprire nuove specie di nostri antenati anche a partire da piccoli frammenti di fossili scarsamente interpretabili attraverso l’analisi morfologica.

Al centro della cellula

Dopo 5 anni dall’idea e 5 milioni di sterline investite, è ora aperto a Londra il Centre of the Cell (Barts and The London, Queen Mary’s School of Medicine), un centro mirato a far vivere ai bambini e ai ragazzi fra i 9 e i 15 anni il fascino e lo stupore della biologia cellulare e della medicina. Il centro è diretto e guidato da Frances Balkwill (che ne è stata anche l’ideatrice), un’oncologa che da sempre ha dedicato parte del suo tempo all’educazione e alla divulgazione scientifica per i bambini.

Staminali embrionali e libertà di ricerca

Le difficoltà del fare ricerca in Italia sono, purtroppo, tristemente note. Alla costante riduzione dei fondi (in particolare quelli dedicati alla ricerca di base) che non permette al nostro Paese di competere a livello internazionale con il dovuto sostegno, si aggiunge ora un elemento ben più grave: la negazione della libertà di ricerca, sancita dall’articolo 33 della nostra Costituzione.

Mezzogiorno, quoziente di intelligenza e razzismo

Nel numero di gennaio-febbraio 2010 di Intelligence è apparso un articolo di Richard Lynn (In Italy, north-south differences in IQ predict differences in income, education, infant mortality, stature and literacy), in cui l’autore sostiene che le popolazioni dell’Italia meridionale sarebbero meno intelligenti di quelle dell’Italia settentrionale perché caratterizzate da un QI (quoziente di intelligenza) più basso.

Staminali embrionali, la ricerca discriminata

Come scienziate preoccupate dall’ingerenza della politica nella ricerca, alcuni mesi fa abbiamo portato in tribunale la decisione del governo di escludere le cellule staminali embrionali umane da un bando di ricerca ministeriale [sulla biologia delle cellule staminali e il loro potenziale terapeutico]. Il nostro ricorso, ad oggi, non ha avuto successo (vedasi Nature, 460, 19, 2009; e 460, 449, 2009).

Buon compleanno, vecchio Charles

Chiudiamo oggi l'appello "Ridateci il Darwin Day a Milano", che ha superato le 500 firme. Non sono poche per un sito giovane come il nostro, per giunta su un tema locale. E' interessante scorrere i nomi e le professioni dei firmatari - scienziati, insegnanti, casalinghe, impiegati, pensionati - la cui varietà conferma il carattere popolare della manifestazione che quest'anno si svolgerà in molte città italiane, ma non a Milano.

Da Lamarck all'epigenetica ... e ritorno

La maggior parte delle alterazioni psichiatriche non sono dovute a modificazioni patogene di singoli geni, ma a disturbi che riguardano i circuiti di controllo di geni diversi ed i loro relativi segnali.  Le evidenze sperimentali disponibili suggeriscono che una famiglia di geni, chiamata KRAB-ZFP e che regolano l’espressione di diversi geni nel cervello, aiuti a tenere sotto controllo lo stress causato da eventi esterni sfavorevoli.

L'antropologo che aveva scambiato Darwin per un cappello

In tempi non sospetti è stato Edgar Morin a puntare l’indice contro la deleteria sottovalutazione dell’elemento naturale operata da molta, moltissima antropologia della seconda metà del Novecento. Nel suo celebre libro dedicato al Paradigma perduto (1976) egli definì «antropologia insulare» tutti quei modi di teorizzare intorno all’uomo che in qualche modo ne disconoscessero l’ascendenza naturale.

Una disciplina... in evoluzione

Lo studio dei sistemi nervosi degli esseri viventi è una scienza relativamente giovane. Gli studenti di biologia imparano che ancora nel 1906 la natura cellulare del sistema nervoso era oggetto di accese discussioni. Golgi, inventore di una tecnica istologica a base di impregnazione argentica in uso ancora oggi, e scopritore di diversi tipi di neuroni, sosteneva infatti che il sistema nervoso costituisce una rete continua di interconnessione globale dei centri nervosi, i cui elementi, le cellule, sarebbero collegate tra loro formando un continuum.

Un appello pro staminali

La Canadian Stem Cell Foundation ha appena redatto una Carta che difende il diritto a ricercare liberamente sulle cellule staminali riconoscendone il potenziale terapeutico. Da un lato, Barack Obama ha parzialmente liberalizzato l'uso di queste cellule, consentendo di utilizzare fondi federali per il loro studio ma non per la loro derivazione. Questa limitazione ha una spiegazione legal/burocratica, in quanto non è certo che un semplice decreto del Presidente possa annullare una legge dello stato (la legge Dickey-Wicker), che attualmente impedisce l'uso di fondi federali per ricerche su embrioni umani da cui necessariamente le CSEh devono essere derivate. A loro volta, i National Institutes of Health hanno emanato “linee guida” per il loro utilizzo. Sono segnali importanti di rilancio per questa nuova branca della medicina.

Il rilancio sulle embrionali

Le cellule embrionali staminali umane derivano da una regione chiamata massa cellulare interna di embrioni di 4 o 5 giorni che sono costituiti da uno strato cellulare esterno, una cavità interna e un piccolo gruppo di cellule, appunto la massa cellulare interna dalla quale deriverà l’embrione vero e proprio. di SILVIA GARAGNA

Scimmie transgeniche: che fare?

Il 28 maggio scorso è apparso sulla rivista Nature il risultato di un lavoro condotto da alcuni ricercatori giapponesi su primati non umani transgenici, capaci di trasferire il gene esogeno alla progenie. E' una procedura legittima? E il passaggio all'uomo? di ROSSELLA COSTA

La biologia dei sistemi e l'innovazione biotech

E' nata una nuova disciplina o, forse, un nuovo paradigma: la Systems Biology, la biologia che guarda agli organismi viventi come sistemi dinamici complessi. Si fonda su esperimenti in laboratorio e modelli al computer. Tenta un nuovo approccio allo studio della vita per andare oltre i limiti della genomica e della postgenomica e produrre innovazione biotecnologica. di LILIA ALBERGHINA

Darwin e l'anima

Dopo Darwin non c’è più dubbio: l’uomo è tutto «dentro la natura». Comprese le sua capacità mentali. Comprese le sue capacità morali. Ma questo lungi «dal precipitare la razza umana al livello di degradazione più basso», come temeva il reverendo Adam Sedgwick, uno dei maestri di Darwin, le conferisce una nuova e inedita responsabilità tra le specie viventi. La responsabilità di comportarsi con sapienza. Anzi, con saggezza eco-solidale. È questo a ben vedere, il succo del nuovo libro – Darwin e l’anima.

Il problema dei cibridi

Nell’ambito della ricerca sulle cellule staminali umane, le preoccupazioni di natura etica si intrecciano spesso con ostacoli di tipo tecnico. Tra questi ultimi la scarsità di oociti umani ha spinto alcuni gruppi di ricerca nel Regno Unito a tentare strade alternative e a richiedere il permesso alle autorità nazionali competenti di creare linee di cellule staminali a partire da un embrione non interamente umano detto ibrido citoplasmatico o cibrido. di ALESSANDRO BLASIMME

Filosofia e scienze della vita

Per gran parte del XX secolo, la filosofia della scienza ha riservato le sue maggiori attenzioni alla fisica, spesso considerata la scienza-paradigma con la quale le altre discipline si dovevano misurare. Il venir meno del consenso attorno all’empirismo logico – i cui fondamenti teorici erano largamente tarati sulla fisica – ha contribuito negli ultimi decenni all’approfondimento della riflessione filosofica su altri ambiti disciplinari, quali biologia, medicina, psicologia e scienze economico-sociali.

2009, anno di Darwin o di Lamarck?

Già mezzo secolo fa il biologo americano Tracy Morton Sonneborn (1905-1981) osservò che il protozoo Paramecium aurelia può trasmettere alla progenie cicatrici superficiali acquisite. Nei processi di riproduzione sessuata, durante la coniugazione due cellule di Paramecium si appaiano formando un ponte citoplasmatico attraverso il quale avviene lo scambio di materiale genetico.