Ho qualche perplessità sulle sue conclusioni a cui giunge Pietro Reichlin nel suo articolo Non piangete sui cervelli in fuga. Siamo tutti d'accordo, credo, sul fatto che non ci sarebbe niente di male se ogni
anno N1 giovani italiani talentuosi andassero all'estero e N2 giovani stranieri
talentuosi venissero in Italia, purché N1 fosse circa uguale ad N2.
In Italia, in queste settimane, un giornalista sta realizzando notevoli guadagni con un libro dove denuncia lo scandaloso numero di parentele tra gli accademici della stessa Università. Egli non può non sapere che esistono almeno tre importanti fattori "sani" (oltre, ovviamente, alle possibili ingiustizie) che possono favorire il fatto che il figlio di un professore diventi lui stesso un professore: