Venerdì scorso, sull’Eurostar Roma-Padova, mi è capitato come vicino di posto Francesco D’Agostino. Non lo conoscevo personalmente, ma l’avevo visto e sentito più di una volta in televisione, e conoscevo quindi - come, penso, la gran parte dei lettori di SciRe - le sue posizioni in tema di bioetica ed argomenti connessi. Così abbiamo iniziato a parlare, partendo proprio dalla procreazione assistita e dalla diagnosi pre-impianto. Il discorso ci ha subito coinvolto, ed è continuato sino a Firenze, dove lui è sceso.
Ormai l’avrete capito, a noi piace "battere il ferro" anche
quando non è più caldo. Il discorso della diagnosi pre-impianto raccoglie in sé
molti concetti che la morale e l’etica considerano in modo talvolta opposto
rispetto a quello della scienza. Per questo abbiamo tentato di iniziare un
dibattito per il quale ci siamo resi disponibili ad un incontro-scontro,
assolutamente pacifico, di idee. Quando inizia la vita? A che punto può l’embrione
essere considerato “persona”? Quanto è
giusto controllare il concepimento attraverso i metodi di procreazione
assistita?
E' da un po' che non parliamo del problema dei cambiamenti climatici, su cui
abbiamo oramai pubblicato un consistente numero di contributi. Non che
l'argomento sia divenuto meno caldo, anzi, basti pensare alle polemiche sui
pronunciamenti dell'IPCC. Quindi noi vogliamo continuare a proporlo come
forum di discussione, ed un recente contributo che abbiamo pubblicato è
quello di Bruno Zanettin, che ci sembra esemplare per il modo non
ideologizzato di guardare al problema e di dar voce a tutte le opinioni,
basandosi sui fatti documentati e documentabili.
Pare che la bufera sul caso di diagnosi pre-impianto approvato in Italia nei giorni scorsi (uno dei primi), e su cui speravamo di iniziare una discussione, si sia repentinamente calmata dopo una burrasca mediatica di qualche giorno. Ed è un peccato che sia così, perché il tema è proprio uno di quelli che meritano una discussione completa. Vediamo quindi di estendere un poco la provocazione, tenendoci strette le nostre convinzioni personali.
Tempo fa, in realtà a cominciare dall’articolo dei Giacometti sulle alghe di Venezia, avevamo iniziato a parlare dei cambiamenti climatici e delle polemiche, spesso decisamente ideologizzate, che ne accompagnavano la discussione. Erano apparsi su SciRe articoli molto interessanti, da quello di Balzani, a quello di Orombelli, ed altri compariranno a breve. Chiaramente, a noi interessava discutere il problema in modo informato e non ideologizzato, e pensiamo che gli interventi che sono apparsi su SciRe siano tutti andati nella direzione giusta.
Era da un po’ che pensavamo di gettare un sasso nello stagno aprendo un discorso sulla diagnosi pre-impianto. Oggi ce ne dà l’occasione la notizia, appena data dall’ANSA, della decisone del Magistrato di Salerno di autorizzare una coppia a grave rischio genetico di accedere alla diagnosi pre-impianto. Nervo scoperto, naturalmente, ed infatti in tempo praticamente reale dopo la comparsa del lancio d’agenzia sono iniziate le violente prese di posizione. Anche da parte di personaggi istituzionali.
Abbiamo incominciato già da un po' un discorso che sapevamo avrebbe avuto più di una diramazione di interesse con l'intervento di G.M. Giacometti sulle famose alghe di Venezia. Il tema di Giacometti aveva come immediato bersaglio il problema delle energie rinnovabili, ed è stato prontamente seguito da altri interventi interessanti: di Balzani, di Bassi, di Anfodillo. Poi il bersaglio si è spostato verso il tema, chiaramente correlato, dei cambiamenti climatici. E c'era da aspettarselo, date le intense discussioni sull'inquinamento legato ad attività energetiche antropiche.
Ormai è chiaro che ci siamo presi a cuore l'argomento e continuiamo il discorso sui cambiamenti climatici anche grazie all’intervento di Giuseppe Orombelli che considera le variazioni climatiche del passato per ottenere una migliore comprensione di quelle del presente. E per “dipanare la complessa matassa dei fenomeni e degli effetti associati ai cambiamenti climatici e individuare contromisure adeguate” abbiamo deciso di farci aiutare da Marco Mazzotti del Politecnico Federale (ETH) di Zurigo che commenta il Rapporto di Valutazione dell'IPCC del 2007.
Tanto per non dimenticarsi delle vecchie questioni, mi pare il caso di rinfrescare per un momento il discorso riguardo agli alberi italiani utilizzati per azzerare la CO2. Secondo punto, insieme a Tommaso (Anfodillo), sto cercando di capire se la stra-citata foresta ungherese sponsorizzata dal Vaticano è stata realizzata oppure no.
Superato il torpore estivo che caratterizza l’agosto italiano, riprendiamo con slancio i discorsi interrotti. Discorsi senza dubbio attuali e di grande interesse. Basti aprire un qualsiasi quotidiano e state certi che si parlerà in qualche modo di clima, surriscaldamento globale, nuovi magici metodi al limite della credibilità per abbassare la quota di CO2 nell’aria e tanti buoni propositi.