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Una mela al giorno toglie il pediatra di torno

L'ho fatto per curiosità. Per vedere se fosse poi così difficile scovare un conflitto di interessi nella vicenda sugli alimenti per l'infanzia, che vede protagonisti la Fimp, varie associazioni di consumatori e società scientifiche. E non lo era.

La storia è questa. Mesi fa a Fimp ha fatto circolare una locandina che dice che gli alimenti industriali sono molto migliori per l'alimentazione infantile di quelli naturali. Mele, pere e verdure varie sono piene di pesticidi, i biscotti per tutta la famiglia non vanno bene per i piccoli, gli omogeneizzati sono il non plus ultra e via dicendo.

Ecco la locandina incriminata.

Apriti cielo. In difesa del cibo non industriale sono intervenuti l'Associazione Culturale Pediatri, il Movimento di Difesa del Cittadino, e anche il Ministero della Salute, che in una nota ha fatto sapere che i prodotti freschi italiani sono ok anche per i bambini.

Guadrando la locandina, però, quei biscotti mi sembravano così straordinariamente simili a quelli di una nota marca di prodotti per l'infanzia che... insomma. Il dubbio mi è venuto.

E così ho digitato su Google il nome di un componente del consiglio direttivo della Fimp (l'ho scelto a caso) + Plasmon.

E ho scoperto che la Plasmon più volte ha sponsorizzato i congressi della Fimp.

Ecco due esempi (gli sponsor sono al fondo)

- 3° congresso Nazionale Fimp, Roma 2009

e

- 5° congresso Nazionale Fimp, Torino 2011 (qui la Plasmon è fra gli espositori)

Se non dovessero funzionare scrivetemi pure, ho i pdf :)

(e comunque i miei figli gli omogeneizzati non li hanno mai presi)

(Margherita Fronte)

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