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Il cambiamento climatico e l'esempio di Obama

E bravo Obama che con quei "terroristi" dell'EPA ha deciso un taglio dei gas serra delle centrali elettriche del 25% entro il 2020 (rispetto ai valori del 2005). Un bel salto in avanti, con i tempi che corrono, e con i Repubblicani americani che non vogliono nemmeno sentir parlare di cambiamento climatico. E pensare che fino al 2008, in campagna presidenziale McCain aveva un programma di cap and trade addirittura più coraggioso di quello azzardato adesso da Obama. I tempi sono cambiati, bisogna accontentarsi. E già non sarà facile, viste le prime ondate di critiche che hanno preso d'assalto il presidente e l'EPA. Le centrali elettriche conivolte sono soprattutto quelle a carbone, numerose negli States, vere killer della salute pubblica ancor prima che del clima (leggere questo libro). Come prodotto collaterale della misura, l'EPA calcola infatti che la riduzione risparmierà 6.600 vite/anno e centinaia di migliaia di casi d'asma.

E' diventato davvero difficile negare il contributo umano al cambiamento climatico e i potenziali effetti devastanti sul medio e lungo periodo. Non rassicura la notizia uscita su Science dello scioglimento accelerato, quasi del collasso, della West Bank dell'Antartide, con il possibile aumento di circa un metro del livello dei mari. Così la politica, almeno in certe regioni del globo, comincia finalmente a prendere seriamente gli warning: Obama da un lato, la Cina dall'altra (attuale massima produttrice di CO2) ci stanno provando. Le uniche strade sono efficienza e rinnovabili, bando del carbone, uscita programmata dal gas. E che dio ce la mandi buona. (luca carra)