Armando Brath

È professore di Costruzioni idrauliche presso l’Università di Bologna e presidente dell'Associazione Idrotecnica Italiana. Laureato in Ingegneria idraulica all’Università di Pisa, ha conseguito il dottorato di ricerca in Ingegneria idraulica al Politecnico di Milano. È autore di oltre 250 pubblicazioni scientifiche, molte delle quali apparse sulle principali riviste internazionali del settore. Ha organizzato numerosi corsi di aggiornamento professionale su diversi temi della gestione delle risorse idriche e della difesa dal rischio idrogeologico. Svolge con continuità da oltre un ventennio una vasta attività professionale e di consulenza tecnica. Ha preso parte in qualità di esperto a vari organismi tecnici di Ministeri, Autorità di Bacino, Regioni. Attualmente ricopre la carica di Presidente della Commissione istruttoria per l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA-IPPC) del Ministero dell’Ambiente e quella di Presidente dell’Associazione Idrotecnica Italiana

La gestione dei rischi idraulici nel bacino del Po

Nel corso degli anni, il Po è stato protagonista di alluvioni catastrofiche, tanto che l'eventuale collasso di un suo argine è considerato l’evento di calamità naturale più grave in Italia dopo l’eruzione del Vesuvio. Armando Brath, professore di Costruzioni idrauliche all’Università di Bologna e presidente dell'Associazione Idrotecnica Italiana, spiega le ragioni del rischio, come gli argini fragili, ragionando sulla necessità di sviluppare una capacità di visione di insieme dei fenomeni e dei problemi: come diceva Einstein, infatti, "i problemi attuali non si possono risolvere perseverando con la stessa mentalità che ha contribuito a generarli". L'articolo è una anticipazione del numero speciale 505 di Italia Nostra dedicato al Po.

Crediti: Frittoli, Edoardo (2015-11-13). "13 novembre 1951. La catastrofe del Polesine". Panorama

I rischi idraulici possono ascriversi a tre categorie generali: il rischio di siccità, che può compromettere gli usi delle acque (potabile, irriguo, industria, energia), il rischio alluvionale e idrogeologico, che riguarda la difesa dalle acque in relazione a fenomeni quali piene e frane, e il rischio ambientale, legato alla tutela della qualità delle acque e degli habitat dall’inquinamento.