Duke Ellington "sacro" in memoria di Jorge Laureano Perez

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Chiesa di San Marco, Milano - 14 dicembre 2017: "Concerti Sacri" di Duke Ellington. Credit: Fotografie di Federico Sammartino.

Il 14 dicembre 2017, la figura di scienziato e docente di Jorge Laureano Perez è stata ricordata nella suggestiva cornice della Chiesa di San Marco attraverso l'esecuzione di brani tratti  dai tre "Concerti Sacri" di Duke Ellington. 

Si racconta che Ellington nel 1967 cadde in depressione per la scomparsa del suo amico Bill Strayhorn  e che non uscì di casa per molto tempo stracciando contratti milionari e rifiutandosi di toccare il pianoforte. La rinascita  avvenne poi con un album dedicato all’amico scomparso: “And his mother called him Bill”,  con tutti brani scritti da Strayhorn . Qualche anno più tardi Ellington trovò una nuova strada per continuare a vivere ed ideò  tre Concerti Sacri e li eseguì in tutto il mondo. “Questi concerti non sono come le messe jazz tradizionali”, ha scritto Ellington. In queste composizioni, infatti, il testo sacro è trasceso a favore di un messaggio ancora più universale, che Ellington stesso ci rivela, invitando tutti ad essere “d’accordo sul significato di questa parola assoluta: Amore”. 

 

Paola Zaratin con il coro sullo sfondo.

È  proprio con questo messaggio di rinascita, di Amore e di Libertà  che questo concerto “And his mother called him Jorge” è stato dedicato al neurologo argentino naturalizzato italiano Jorge Laureano Perez mancato 10 anni fa.

Jorge è stato uno scienziato libero e appassionato che si è dedicato alla medicina e alle persone.  Si laurea a Buenos Aires in Medicina nel 1982 dove si specializza in Neurologia. Nel 1984 vince una borsa per un dottorato di ricerca in Tossicologia a Milano all’interno di un programma di collaborazione tra l’Università di Milano, Istituto di Farmacologia, allora diretto da Rodolfo Paoletti e l’Università di Buenos Aires. In Italia trova la sua strada professionale e personale. Ottiene la rivalida del titolo di dottore in Medicina in Italia nel 1994.  Collabora in Italia con Adriana Maggi e con Giorgio Racagni (Dipartimento di Farmacologia, Università di Milano), Enrico Smeraldi (Villa Turro San Raffaele, Milano) e Paolo Maria Rossini (Fatebenefratelli, Brescia).

A partire dal 1994 pubblica una serie di lavori che saranno alla base del suo impegno per ridurre il divario tra ricerca e clinica per trattare le malattie psichiatriche e in particolare i disturbi bipolari (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=perez+j+and+platelets+in+patients+with+bipolar+disorders): “L’idea di scrivere un capitolo sulla traslazione della ricerca nella pratica clinica potrebbe sembrare alquanto presuntuosa. Di fatto, nell’ambito dei disturbi mentali s’intrecciano, in modo ancora molto enigmatico, la malattia, nella sua complessità bio-psico-sociale, il trattamento e la realtà soggettiva del paziente; in questa realtà così articolata risulta ancora troppo poco delineato il supporto fornito dalla ricerca”.  così scriveva nella sua ultima pubblicazione incompiuta. 

Molti ricercatori hanno condiviso la sua passione e continuato le sue ricerche. Oggi la traduzione della ricerca nella pratica clinica per le malattie psichiatriche e neurodegenerative non è più considerato presuntuoso ma è l’unico approccio per mettere al centro il paziente e questo anche grazie a ricercatori come Jorge che ci hanno creduto e hanno saputo suonare insieme il loro concerto.

Il trombettista Daniele Moretto e sulla destra Andrea Andreoli.

“And his mother called him Jorge” è stato un evento in memoria di uno scienziato dove la grande passione  per la ricerca si è incontrata con la passione per la musica. All'evento, organizzato da Guido Bianchini, hanno partecipato 450 persone. L'orchestra è stata diretta da Luca Missiti e il Coro dei Civici di Jazz è diretto da Giorgio Ubaldi con la partecipazione al contrabbasso di Guido Maria Bianchini, di alcuni dei migliori solisti dell'area milanese (Daniele Comoglio, Daniele Moretto, Andrea Andreoli, Rudi Manzoli, Tullio Ricci), oltre alle splendide voci soliste di Angela Alesci, Emma Lecchi, Giaime Mannias, e Irene Natale.

La voce solista Emma Lecchi

Per vedere le foto dell'evento.

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