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Covid-19

I dati del vicino sono sempre più nerdy

Il recente appello, \#Datibenecomune, a rendere disponibili, aperti, interoperabili (machine readable) e disaggregati i dati, che ha fra i primi promotori anche Scienza in rete, sta avendo molto.

“The grass is always greener on the other side”, Wiktionary .

Il recente appello - #Datibenecomune - a rendere disponibili, aperti, interoperabili (machine readable) e disaggregati i dati - che ha fra i primi promotori anche Scienza in rete - sta avendo molto successo e speriamo che sia compreso nella sua utilità anche dal Governo, che finora ha preferito condividere i dati solo con specifici gruppi di ricercatori (come l’Accademia nazionale dei Lincei).

Ma chiedere di pubblicare i dati e per di più in formato machine readable non comporta un lavoro aggiuntivo? No, visto che spesso chi fornisce i report sulla pandemia, lavora già su dati in questo formato, che poi trasforma in pubblicazioni a uso del governo o del pubblico. I report pubblicati dal Ministero della Salute sulla pagina “Covid-19 - Situazione in Italia” sono in formato pdf: tabelle e grafici hanno una base dati facilmente pubblicabili in formati interoperabili.

L’Istituto superiore di sanità, che pubblicava i dati in report pdf, ha compiuto un ulteriore sforzo di comunicazione pubblicando i report attraverso visualizzazioni interattive, come nell’esempio che si può vedere qui sotto nella versione statica. 

Per completare il servizio è necessario un ulteriore piccolo sforzo: grafici come questo sono creati attraverso lo strumento Plotly, che permette di far scaricare l’immagine del grafico pubblicato (come si vede dalla schermata) ma anche di far scaricare direttamente la tabella dati e questo al momento non è possibile, ma l’atto che lo consentirebbe non ha costi aggiuntivi perché è un semplice link alla base dati di Plotly come in questo esempio.

La Protezione civile, che ha iniziato a raccogliere i dati sull’emergenza Covid-19 da febbraio 2020, in un primo momento si limitava a comunicare un bollettino in formato pdf. Ma successivamente, anche grazie alle pressioni del mondo open data, ha pubblicato tutto in formato machine readable. Da quel momento il dataset è stato esplorato da migliaia di utenti che hanno segnalato svariati difetti che, quando possibile, la Protezione civile ha corretto migliorando quindi la base dati.

Cosa succede altrove?

I dati nazionali servono anche al confronto internazionale, fondamentale per capire l’andamento dell’epidemia. L’ECDC pubblica i dati di fonti ufficiali per tutto il mondo e in particolare per l’Europa, i dataset però sono uniformati al dataset minimo: casi e morti, ricoveri. Eppure alcuni stati forniscono dati più granulari, più disaggregati ma sempre nel rispetto della privacy. 
Per esempio in Belgio i dataset (di cui pubblichiamo di seguito alcuni estratti) contengono informazioni molto dettagliate sui casi e sui ricoveri disponibili in formato excel, csv e json. Per i casi giornalieri sono indicati provincia, regione, gruppo di età e sesso.

DATEPROVINCEREGIONAGEGROUPSEXCASES
2020-03-01AntwerpenFlanders40-49M1
2020-03-01BrusselsBrussels10-19F1
2020-03-01BrusselsBrussels10-19M1
2020-03-01BrusselsBrussels20-29M1
2020-03-01BrusselsBrussels30-39F1
2020-03-01BrusselsBrussels40-49F1
2020-03-01BrusselsBrussels50-59M1
2020-03-01LiègeWallonia40-49M3
2020-03-01LimburgFlanders70-79M1
2020-03-01OostVlaanderenFlanders50-59F1

Lo stesso vale per i decessi.

DATEREGIONAGEGROUPSEXDEATHS
2020-03-10Brussels85+F1
2020-03-11Flanders85+M1
2020-03-11Brussels65-74M1
2020-03-11Brussels85+F1
2020-03-12Brussels75-84M1
2020-03-13Brussels75-84F2
2020-03-13Brussels85+M1
2020-03-14Flanders75-84M1
2020-03-14Brussels65-74M1
2020-03-14Brussels75-84M1

Il dataset del Belgio inoltre indica chiaramente i nuovi ingressi e le nuove dimissioni mentre in Italia si dà ancora il numero di nuove terapie intensive come differenza tra il totale di oggi e il totale di ieri.

DATEPROVINCEREGIONNR_REPORTINGTOTAL_INTOTAL_IN_ICUTOTAL_IN_RESPTOTAL_IN_ECMONEW_INNEW_OUT
2020-03-15AntwerpenFlanders145094088
2020-03-15BrusselsBrussels1458118072
2020-03-15HainautWallonia155613111261
2020-03-15LimburgFlanders72063093
2020-03-15LiègeWallonia122221041
2020-03-15LuxembourgWallonia3400030
2020-03-15NamurWallonia6211000
2020-03-15OostVlaanderenFlanders141651051
2020-03-15VlaamsBrabantFlanders61420020
2020-03-15BrabantWallonWallonia2522010

Per non dire della Germania dove, già prima dell’emergenza covid, si pubblicano i ricoveri giornalieri in terpia intensiva: lì hanno solo dovuto aggiungere una colonna dedicata al covid nella tabella html esportabile in formato json e csv.

Un dato tenuto sotto osservazione e il vero indicatore finale della gravità di un pandemia è la mortalità generale. Questi dati sono i più lenti a essere pubblicati: normalmente uno o due anni in ritardo. Questo scarto temporale è comune per tutti i paesi d’Europa che si sono dotati si sistemi di sorveglianza rapida della mortalità basati su campioni più piccoli ma rappresentativi. I dati europei confluiscono su Euromomo, in Italia la struttura che se ne occupa è il SISMG, che osserva circa 30 città. Grafici e tabelle dei report SISMG sono molto utili per cogliere scostamenti della mortalità rispetto all’atteso ma sono pubblicati solo in formato pdf e non vengono riportate le basi dati dei grafici dell’andamento stagionale (qui sotto l’andamento stagionale della mortalità: periodo 2016-settimana 45 del 2020).

In seguito all’emergenza covid i servizi statistici di molti paesi hanno comunque velocizzato il rilascio dei dati di mortalità generale. Anche l’ISTAT, con grande anticipo anche rispetto ad altri paesi europei, a partire dal 4 maggio, ha pubblicato dati sempre più completi fino all’ultimo rapporto pubblicato il 22 ottobre con i dati relativi ad agosto 2020 per 7.903 comuni. Questo ha consentito una stima corretta dell’eccesso di mortalità rilevato durante la fase 1 (si legga l’articolo della London School of Hygiene & Tropical Medicine e del Dipartimento di epidemiologia della Region e Lazio). Tuttavia nulla ancora si sa circa la fase 2 (monitorata solo dal SISMG). Altri paesi stanno fornendo dati più aggiornati. Come si vede dalla tabella su dati di Our world in data, no-profit sostenuta dall’Università di Oxford, l’Italia ha uno scarto di circa 10 settimane rispetto ai paesi più celeri.

PaeseUltima settimana disponibile
Denmark45
Estonia45
Latvia45
Netherlands45
Scotland45
Austria44
Bulgaria44
England & Wales44
Northern Ireland44
Belgium43
Chile43
Lithuania43
New Zealand43
Portugal43
Sweden43
Finland42
Germany42
Israel42
Norway42
Spain42
Hungary41
Iceland41
Switzerland41
United States41
France40
Poland40
Czech Republic39
Luxembourg39
Slovenia39
Slovakia37
South Korea36
Italy35
Croatia34
Canada30
Greece30

La Germania, che pure ha ritardato molto a pubblicare i dati di mortalità, ora tiene aggiornamenti più regolari e fornisce le basi dati dei grafici pubblicati. 

Ancora più dettagliato il report del Regno Unito: oltre all’analisi dei decessi di persone con test positivo (paragonabile al bollettino della Protezione civile, ma più dettagliato), l’Office for National Statistics produce un bollettino sul numero di decessi totali per settimana con ampie analisi dettagliate e ricche di grafici e relativa base dati. L’intero dataset è scaricabile (nella tabella sotto un estratto, qui l’excel) e fornisce i decessi per tutte le 343 autorità locali disseminate sul territorio per i quali sono riportati causa (covid o no covid) e luogo (casa, hospice, ospedale ecc).

Area codeGeography typeArea nameCause of deathWeek numberPlace of deathNumber of deaths
W06000021Local AuthorityMonmouthshireAll causes46Care home4
W06000021Local AuthorityMonmouthshireAll causes46Elsewhere0
W06000021Local AuthorityMonmouthshireAll causes46Home8
W06000021Local AuthorityMonmouthshireAll causes46Hospice1
W06000021Local AuthorityMonmouthshireAll causes46Hospital14
W06000021Local AuthorityMonmouthshireAll causes46Other communal establishment0
W06000021Local AuthorityMonmouthshireCOVID 1946Care home0
W06000021Local AuthorityMonmouthshireCOVID 1946Elsewhere0
W06000021Local AuthorityMonmouthshireCOVID 1946Home0
W06000021Local AuthorityMonmouthshireCOVID 1946Hospice0
W06000021Local AuthorityMonmouthshireCOVID 1946Hospital9
W06000021Local AuthorityMonmouthshireCOVID 1946Other communal establishment0

Questi sono solo alcuni esempi di quanto si dovrebbe fare anche in Italia per allineare il nostro paese alle migliori pratiche internazionali. Liberare i dati non fa perdere sovranità ai governi a cui è demandata la gestione della pandemia, ma rafforza la fiducia e la collaborazione da parte della società civile. Oltre a essere un diritto, conviene a tutti.

Belgio e UK forniscono ottimi dati ma l’epidemia ha imperversato lo stesso, è vero. Pubblicare ogni legge sulla Gazzetta ufficiale non garantisce la legalità e pubblicare il dataset migliore non garantisce un miglior controllo dell’epidemia. Però rende certamente la democrazia più trasparente. Se i dati ci sono e sono nel formato corretto, fornirli nel rispetto della privacy non è un problema. Quindi delle due l’una: o c’è una volontà di non rilasciare i dati oppure questi dati non sono pronti per essere distribuiti. Ma se non possono essere distribuiti al pubblico allora nemmeno il decisore li può avere nella forma migliore. Il che è a sua volta una informazione che è bene conoscere in modo anche da costituire consenso intorno a proposte che invece rafforzino il sistema di produzione e mantenimento dati. 
Se poi ci sono dati che non possono essere divulgati, si dia almeno l’intestazione dei campi dei dataset, i metadati e i processi a monte del dataset in modo che si sappia qual è il grado di incertezza con cui il decisore sta fronteggiando l’emergenza.

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