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Archivio - 2009 - Commento alla stampa

dicembre 17th

L'università nuoce agli ospedali?

Giuseppe Remuzzi attacca violentemente la presenza di professori universitari in ospedale e l'aggregazione dei nosocomi alle università. Spesso i cattedratici non elevano il livello della clinica. E sì che mettere in contatto il mondo dell'università con quello della clinica è essenziale. Ma lo si fa con criteri sbagliati. Rispondono il preside della facoltà di medicina dell'Università di  Milano Virglio Ferrari e il prorettore per la ricerca dell'Università di Milano Alberto Mantovani.

dicembre 12th

Nepotismo in ateneo

Storie di ordinario nepotismo a Roma Tre, narrate sul Sole24ore. Per limitare il numero di candidati al concorso l'università obbliga i candidati a presentare curriculum e lavori a mano. Poi vince il predestinato, as usual. Morale della favola: l'università è irriformabile dall'interno perché la riforma ha confermato se non accresciuto il potere ai rettori. Ed è irriformabile anche dal Ministero, che stante il blocco delle assunzioni a professore ordinario, a Rome Tre ha trovato risorse addirittura per due posizioni ("attese").

novembre 24th

Napolitano insiste sulla ricerca

"Sugli investimenti per la ricerca e sullo sviluppo ci giochiamo il nostro futuro. A parole nessuno lo nega, poi tra parole e fatti ci sono differenze notevoli". Cosi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ritorna sul tema a lui caro della ricerca, oltre che sulle eccellenze tecnologiche, vanto dell'Italia al pari del patrimonio storico e artistico. Il ministro Sacconi commenta: "Un appello molto giusto e anche molto ovvio". Così ovvio che nessuno lo mette in pratica.

Leggi l'articolo.

La ricerca secondo il Gruppo 2003

"Alla Ricerca servono sportelli di finanziamento pluriennale certi e regolari; l’abolizione delle piante organiche e l’utilizzo di una frazione definita del budget come unico tetto per le spese del personale e le assunzioni; l’uscita dal comparto del pubblico impiego e una nuova normativa per assunzioni e progressioni di carriera; un sistema di valutazione periodica e un accesso competitivo ai finanziamenti. Serve anche che vi sia la possibilità di chiudere Enti non più produttivi o competitivi".

novembre 19th

Peer review per meritarsi i fondi

Mentre si toglono 80 milioni di euro alla ricerca in Italia, con l'altra si stabilisce che "almeno il 7% del fondo ordinario per la ricerca" verrà assegnato su basi meritocratiche, misurando cioè le performance scientifiche. Tutto ciò dal 2011 perché si sa, non è il caso di correre... Tommaso Maccacaro, Giovanni Dosi e Pier Mannuccio Mannucci (del Gruppo 2003) commentano variamente la misura, sottolineando che in altri sistemi il finanziamento su basi di merito (affidandosi quindi alla peer-review delle pubblicazioni) riguarda il 100% del fondo.

novembre 10th

Sì a Gelmini ma...

Commento positivo sulla riforma da parte di Luigi Zingales sull'Espresso: se fosse per lui la riforma dovrebbe essere ancor piu' radicale: abolire titolo legale, traferire i fondi dalle universita' agli studenti in modo da farli diventare consumantori piu' esigenti e una radicale autonomia di Ateneo in modo da resposabilizzare le scelte di programma che adesriscano maggiormente alla domanda (degli studenti).

http://www.lascienzainrete.it/node/1373

novembre 3rd

Il braccio corto dei privati

Si dice dell'Italia fanalino di coda degli investimenti in ricerca in Europa, superata (1,6% contro 1,1%) anche dalla Tunisia. Poi si scopre però che gli investimenti pubbici, per aunto bassi (0,5%) sono nella miserevole media. Ma sono quelli privati (0,6%) ad essere la metà rispetto ai partner. Segno della cronica debolezza della piccola  emedia industria italiana, ma anche di vincoli burocratici (ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione di 200 giorni) e di un sistema di brevetti ancora poco connesso all'Europa e al mondo.

ottobre 30th

Finalmente la riforma

Approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre, il disegno di legge sulla riforma dell'Università del ministro Mariastella Gelmini dà la stura a una serie di commenti sulla stampa. In genere commenti positivi, soprattuto per quel concerne l'accento posto sul merito e i "premi" che ne conseguono sia per gli atenei sia per gli studenti più virtuosi, così come la centralità della valutazione.

ottobre 12th

Italia fanalino di coda

Le Università italiane non escono bene dalla nuova classifica delle università messa a punto dal Times Education Supplement. Vince Harvard, ma seguita da più atenei anglosassoni e asiatici delle precedente edizione, rispetto alla quale gli USA perdono qualche posizione. La prima delle italiane, l'Alma Mater di Bologna, è 175esima, LA Sapienza 205esima. Un flop, insomma, che ha fato dire al ministr Gelmini che il ranking conferma la necessità di porre mano a una riforma dell'università in Italia.

settembre 29th

Servirebbe lo student visa

Al convegno del 21 settembre in Bocconi organizzato da ISSNAF e Gruppo 2003 si è affrontato fra l'altro il tema dei lacci e lacciuoli che frenano i ricercatori stranieri a trasferirsi in Italia. Gli esempi portati al convegno confermano l'estenuante gimcana burocratica a cui vengono sottosposti i ricercatori che hann vinto una borsa di studio nelle nostre università. Secondo Tito Boeri servirebbe uno "student visa" simile a quello in vigore in USA e germania per semplificare le pratiche di trasferimento in Italia degli stranieri.