Avete mai pensato di
poter rivivere l’atmosfera dell’Esposizione Universale di Parigi del 1889,
quella per cui fu costruita la torre Eiffel? Grazie al lavoro di Patrick
Feaster, ricercatore all’Indiana University di Bloomington, Stati Uniti, e dei
colleghi della FirstSounds potrà probabilmente diventare possibile, almeno per
quanto riguarda i suoni, come racconta Science nel numero del 20 gennaio 2012.
Conoscere il proprio
pubblico è fondamentale: nessuno parlerebbe di relatività generale ai bambini
dell’asilo. Uno studio pubblicato
recentemente sulla rivista Current
biology suggerisce che anche gli scimpanzé possiedono la capacità di comprendere
cosa sappia e cosa non sappia il pubblico che si trovano davanti e agiscano di
conseguenza.
La rivista Gastroenterology
ha dedicato la copertina del mese di febbraio a uno studio condotto dai
ricercatori del Consorzio Mario Negri Sud e dell’Università Aldo Moro di Bari
guidati da Antonio Moschetta. In questo studio, finanziato da Telethon, viene
descritta la strategia per contrastare una rara malattia genetica, la colestasi intraepatica progressiva familiare (PFIC).
La Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige getta
luce sull’origine evolutiva del genoma della vite e lancia una nuova e
brillante ipotesi scientifica: il codice genetico di questa pianta da frutto
sarebbe derivato dall'unione di due subgenomi che si sono evoluti in maniera
indipendente a partire da un progenitore comune. L’ipotesi scaturisce da tre anni di studi e ricerche
condotti dal Centro ricerca e innovazione ed è stata pubblicata in questi giorni
sulla rivista scientifica PLoS ONE.
Chi non ricorda Pac-man,
il protagonista di un famoso video gioco degli anni ’80 che doveva mangiare più
palline possibile? Ecco, immaginatene uno infinite volte più piccolo, capace di
ingoiare e intrappolare al suo interno lo iodio gassoso che si trova nei
rifiuti nucleari. Esiste sul serio e non è un video gioco ma un complesso
chimico chiamato MOF (dall’inglese metal-organic framework) che
elimina le molecole radioattive di iodio rendendo i rifiuti tossici riciclabili
e più sicuri in caso d’incidente al reattore.
L’esercizio fisico fa
bene alle cellule? Pare di sì, e una ricerca pubblicata su Nature spiega perché. I ricercatori hanno infatti individuato un legame tra
l’attività motoria e l’autofagia
cellulare, processo che permette alla cellula di mangiare parti di se stessa,
ovvero riciclare i materiali usati o danneggiati presenti al suo interno per ricavarne
nuova energia.
Prevenire e gestire gli
incendi boschivi in Australia non è cosa semplice. L’ultima catastrofe si è consumata tre anni fa e
in questi giorni se ne ricorda il triste anniversario. Il Black Saturday, così è stato ribattezzato il 7 febbraio 2009, con
il suo carico di fuoco ha distrutto oltre 400 mila ettari di terreno e raggiunto
le zone abitate dello stato di Victoria, facendo più di 170 vittime.
Sarà inaugurato giovedì prossimo 9 febbraio il Laboratorio per le
Nanotecnologie e le Nanoscienze della Sapienza (SNN-Lab), core facility della
prima Università capitolina, destinato a diventare la struttura di riferimento
per la ricerca d’avanguardua e le imprese del territorio.
Oggi è possibile
riconoscere ogni individuo come il risultato finale di un complesso gioco di
interazioni, modificazioni e meccanismi di accensione-spegnimento del DNA che hanno inizio durante lo sviluppo.
Questo avviene grazie all’epigenetica,
che alla decifrazione e interpretazione del codice genetico ha aggiunto le
scoperte relative alle modificazioni scritte sulla sequenza del DNA, potenzialmente
trasmesse alle generazioni successive.
Una parte delle misure
volte al miglioramento della qualità dell’aria rappresentano uno strumento
fondamentale per la mitigazione del riscaldamento del nostro pianeta.