Cinquant’anni fa, l’8 maggio 1959 moriva Renato
Caccioppoli, una delle figure più interessanti e affascinanti della Matematica
del ventesimo secolo. Nipote di Michail Bakunin, era vissuto in un ambiente
culturale originale e raffinato. Il Padre, un noto chirurgo napoletano, non
voleva inizialmente che Renato frequentasse l’Università per il timore che si
iscrivesse a Medicina (e proseguisse poi con una professione che il padre
considerava troppo “esposta” umanamente).
L’invito dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici a parlare dell’opera di Renato Caccioppoli da un lato mi ha lusingato, dall’altro mi ha un po’ preoccupato, in quanto ritengo impresa non facile descrivere l’opera di un matematico dinanzi ad un pubblico costituito anche da filosofi e letterati.
Renato Caccioppoli (1904-1959) è considerato uno dei più grandi matematici italiani del periodo a cavallo della seconda guerra mondiale per una serie di lavori sia nell'ambito della teoria delle funzioni di variabile reale sia nell'ambito dell'analisi funzionale. Se ne rievoca la figura nei profili tracciati da Pietro Greco, Ennio De Giorgi, Pietro Nastasi e Angelo Guerraggio