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Archivio - Dossier

aprile 21st, 2011

Documenti

Osservatorio Università: oltre la Gelmini

La riforma Gelmini è ormai entrata nella fase attuativa e l'imminente obiettivo del rinnovo degli statuti universitari è stato percepito da molti come una potenziale occasione di trasformazione degli atenei, e da altri come uno stimolo di riflessione sulla portata della riforma. La riforma è stata oggetto di considerazioni, confronti e incontri promossi dal Gruppo 2003 con la partecipazione di docenti, ricercatori ed economisti da tempo vicini alle iniziative della nostra Associazione.

maggio 4th, 2009

Renato Caccioppoli, matematico

Cinquant’anni fa, l’8 maggio 1959 moriva Renato Caccioppoli, una delle figure più interessanti e affascinanti della Matematica del ventesimo secolo. Nipote di Michail Bakunin, era vissuto in un ambiente culturale originale e raffinato. Il Padre, un noto chirurgo napoletano, non voleva inizialmente che Renato frequentasse l’Università per il timore che si iscrivesse a Medicina (e proseguisse poi con una professione che il padre considerava troppo “esposta” umanamente).

Caccioppoli e l'analisi funzionale

L’invito dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici a parlare dell’opera di Renato Caccioppoli da un lato mi ha lusingato, dall’altro mi ha un po’ preoccupato, in quanto ritengo impresa non facile descrivere l’opera di un matematico dinanzi ad un pubblico costituito anche da filosofi e letterati.

maggio 3rd

Un matematico napoletano

Renato Caccioppoli (1904-1959) è considerato uno dei più grandi matematici italiani del periodo a cavallo della seconda guerra mondiale per una serie di lavori sia nell'ambito della teoria delle funzioni di variabile reale sia nell'ambito dell'analisi funzionale. Se ne rievoca la figura nei profili tracciati da Pietro Greco, Ennio De Giorgi, Pietro Nastasi e Angelo Guerraggio

aprile 16th

Galileo, come lo celebra Firenze

Galileo. Immagini dell'universo dall'antichità al telescopio. È con questa mostra a carattere storico, aperta a Palazzo Strozzi dal 13 marzo al 30 agosto 2009 e curata da Paolo Galluzzi, direttore del Museo di Storia delle Scienze, che Firenze celebra l'Anno internazionale dell'astronomia in occasione dei 400 anni dalle prime osservazioni del cielo da parte di uno dei suoi figli più celebri, Galileo Galilei.

Galileo, come lo celebra Padova

È dalla città di Padova che Galileo Galilei, nell'autunno del 1609, punta verso il cielo il cannocchiale da lui perfezionato e vede cose mai viste prima da essere umano: montagne, valli e ombre sulla Luna che fanno del satellite naturale un oggetto «della stessa specie della Terra»; innumerevoli stelle, molte di più di quanto se ne vedono a occhio nudo; quattro diverse lune che orbitano intorno al pianeta Giove.

Galileo, secondo Calvino

È il 24 dicembre 1967. Da una decina di anni sonde e satelliti artificiali solcano lo spazio fuori dalla Terra. Italo Calvino ha appena pubblicato Ti con zero. E Anna Maria Ortese sulle pagine del Corriere della Sera gli scrive una lettera, datata 24 dicembre 1967.

Galileo, secondo Leopardi

C’è un filo rosso  che lega la storia della grande letteratura italiana, da Dante a Galileo fino a Giacomo Leopardi. Questo filo rosso – anzi questa «vocazione profonda» – diceva Italo Calvino, è la filosofia naturale. Qui tre grandi – e poi lo stesso Calvino – hanno considerato «l’opera letteraria come mappa del mondo e dello scibile».

Un toscano a Padova

Quando, nel 1592, Galileo viene chiamato sulla cattedra di Matematica dello Studio di Padova ha 28 anni, e qui rimane fino al 1610: diciotto anni di insegnamento e ricerche fondamentali che gli forniscono ampio materiale per le sue opere della maturità, da Il Saggiatore (1623) al Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo (1632) fino ai Discorsi e dimostrazioni intorno a due nuove scienze (1638).