E infine lo zero sbarcò in Europa. Fra i tre continenti connessi, il nostro è stato infatti l’ultimo ad averlo utilizzato. L’Asia e l’Africa si sono imbattute infatti molto prima in quel numero che – come scrive Sergio Givone – non è esattamente il nulla.
Se è vero che denazificare la
Shoah avrebbe il sapore irrimediabilmente vacuo della filosofia della storia,
dove ogni evento viene ridotto all’inveramento di una legge che inesorabile
muove le sorti delle umane gesta (alcuni la chiamano “Provvidenza”, altri “Spirito”,
altri ancora “Struttura”), è altrettanto vero che addebitare la violenza
genocidiaria dispiegata ad Auschwitz alla sola ideologia nazista o magari alla
lucida follia di un solo uomo, attribuire il male assoluto al demonio incarnato
in quell’”imbianchino” che sognava di trasformare la Germania in un “Impero
millenario”,
A metà novembre di quest’anno, esattamente un anno dopo le prime collisioni
protone-protone, verranno iniettati fasci di ioni di piombo nel Large Hadron
Collider (LHC) del CERN. L’energia dei fasci di ioni sarà notevolmente
superiore a quella del Relativistic Heavy Ion Collider (RHIC) di Brookheaven
(Stati Uniti), dal quale LHC prenderà idealmente il testimone. Dopo aver
raggiunto l’energia record per la fisica protone-protone, LHC diventerà la
macchina di frontiera anche per la fisica degli ioni pesanti.
Ha ragione Sergio Ferrari quando dice che la Rivoluzione verde stenta a decollare. Da noi, si intende, perché in Cina, segnatamente a Shangai, ormai è tutto “green”. La città, beninteso, è una giungla d'asfalto, con autostrade multipiano dove sfrecciano Mercedes, Audi e Wolkswagen (niente Fiat però).
Affermando, come gli è accaduto recentemente,
che una “teoria unificata dell’universo” è ormai a portata di mano, Stephen
Hawking ha riproposto quello che per Einstein era un sogno irrealizzabile,
ossia la riunificazione in un solo campo delle forze dell’infinitamente piccolo
(forza nucleare e radioattività) e delle forze dell’infinitamente grande
(elettromagnetismo e gravità). Lasciamo stare se Hawking abbia ragione o pecchi
di ottimismo. Chi vivrà vedrà.
Tutti i grandi paesi industrializzati dispongono di prestigiosi centri
di ricerca scientifica pura, in particolare in Matematica e in Fisica, che
promuovono la scienza ai massimi livelli, organizzando conferenze, workshop e
periodi di ricerca a tema e attraggono con tali iniziative i più eminenti
scienziati su scala internazionale. Basti pensare, ad esempio, all'IHES a
Parigi, il Max Planck Institut in Germania, l'ETH a Zurigo, il Newton Centre a
Cambridge, lo Schrödinger Institute a Vienna, il MSRI a Berkeley o il Fields
Institute di Toronto.
Nei giorni scorsi presso l’Università di Bologna si è
svolta una serie di eventi internazionali per il XXII anniversario della firma
della Magna Charta Universitatum, il documento che enuncia i principi
fondamentali di libertà di pensiero, di conoscenza, di ricerca e di
insegnamento dell’università e per il decennale del “Bologna Process”, la
riforma degli atenei europei suddivisa per cicli (laurea triennale,
specialistica e dottorato), più nota come il 3+2.
A luglio, a Parigi, alla
biennale Conferenza di fisica delle Alte Energie (ICHEP 2010), i due
esperimenti in corso al Tevatron (CDF e D0), ciascuno forte di oltre 400
ricercatori (tra i quali oltre 50 appartenenti a strutture dell'Istituto Nazionale di Fisicia Nucleare ed università
italiane che partecipano a CDF), hanno presentato i risultati delle loro
ricerche della particella di Higgs, il bosone che, nel modello standard delle
particelle elementari, fornisce massa ai fermioni noti.
La conoscenza è concetto che richiama
consapevolezza, comprensione, un’instancabile tensione verso la ricerca di
verità condivise. E rappresenta l’impresa collaborativa umana più straordinaria
e ambiziosa. Senza “gli altri”
(collocati tanto nella dimensione spaziale quanto in quella temporale), sarebbe
un’impresa senza senso. E’ quindi del tutto innaturale associarla, se intesa
nel significato profondo e sociale che primariamente essa assume, al concetto
di “indisponibilità”.
I segni più evidenti che, dopo
tante parole, la “rivoluzione verde” sollecitata dalla crisi climatica sia
effettivamente in fase di avvio, si possono ritrovare nell’andamento degli
scambi commerciali in materia di tecnologie energetiche rinnovabili: nel
decennio 1999-2008 mentre il commercio internazionale di prodotti
manifatturieri è aumentato di 2,5 volte, gli scambi di prodotti/impianti per la
generazione di energia con fonti rinnovabili è aumentato di 5 volte.