La maggior parte delle alterazioni psichiatriche non sono
dovute a modificazioni patogene di singoli geni, ma a disturbi che riguardano i
circuiti di controllo di geni diversi ed i loro relativi segnali. Le evidenze sperimentali disponibili
suggeriscono che una famiglia di geni, chiamata KRAB-ZFP e che regolano
l’espressione di diversi geni nel cervello, aiuti a tenere sotto controllo lo
stress causato da eventi esterni sfavorevoli.
Nei giorni scorsi un gruppo di scienziati si e' fatto promotore di un appello per il sostegno
della ricerca, che è possibile leggere e sottoscrivere on-line all’indirizzo www.ricercadibase.it
.
La Cina è il paese emergente
nella nuova geografia della scienza. Anzi, è il paese che più di ogni altro sta ridisegnando la geografia della scienza. Sono molti anni che ha questo ruolo da protagonista, per la verità. Ma ogni anno
batte nuovi record. Tanto che per investimenti in ricerca scientifica e sviluppo
tecnologico (R&S) il grande paese asiatico è, ormai, secondo solo agli
Stati Uniti.
25 anni
fa, l’11 marzo 1985, Mikhail Gorbaciov divenne segretario generale del PCUS,
dopo la morte, a distanza di un anno l’uno dall’altro, dei precedenti segretari
generali Leonid Brezhnev, Yuri Andropov e Konstantin Cernenko, acquisendo
l’effettivo controllo dell’Unione Sovietica e anche dei paesi nell’orbita
socialista.
Questa non è una recensione. Ma
una recensione multipla. Non è opera dell’autore di questo articolo. Ma di gruppo
di recensori piuttosto numeroso: presieduto per l’occasione Paolo Rossi, storico
delle idee scientifiche, e di cui l’autore dell’articolo è parte, insieme a
molti altri collaboratori di Scienzainrete
– come Carlo Bernardini, Giovanni Bignami, Giulio Giorello, Giulio
Peruzzi. I libri sono cinque.
In tempi non sospetti è stato Edgar Morin a puntare l’indice
contro la deleteria sottovalutazione dell’elemento naturale operata da molta,
moltissima antropologia della seconda metà del Novecento. Nel suo celebre libro
dedicato al Paradigma perduto (1976)
egli definì «antropologia insulare» tutti quei modi di teorizzare intorno
all’uomo che in qualche modo ne disconoscessero l’ascendenza naturale.
Siamo sulla Terra più di 6,5 miliardi di persone e la crescita demografica, per quanto rallentata, continua. Soprattutto nei Paesi poveri e (meno) in quelli in via di sviluppo.
Poco più della metà di questa popolazione terrestre vive in città. Cioè si è andata inurbando e lo ha fatto con particolare celerità da quando è scoppiata la rivoluzione industriale. Allora la popolazione terrestre si avviava a raggiungere il primo miliardo di unità residenti in grandissima maggioranza in insediamenti rurali; oggi la situazione è profondamente cambiata.