Sono ormai cinque anni che i rover della NASA denominati “Spirit” e “Opportunity” girano su Marte inviando le loro foto ravvicinate e soprattutto quelle riprese al microscopio (Squyre 2004). Le immagini (visibili sul sito http://marsrovers.jpl.nasa.gov/gallery) se studiate a forte ingrandimento (250-400 %) sono un pozzo inesauribile di informazioni e polarizzano l’attenzione per giorni e giorni. Spesso, riguardandole si scoprono cose prima sfuggite.
Giorni fa Guido Tabellini, commentando
sul Sole24ore i deludenti risultati del summit di Copenaghen,
consigliava di affrontare la questione climatica non con velleitari
summit e trattati internazionali, ma di seguire la strada del GATT,
antesignano del WTO nel regolare il commercio internazionale, frutto
di una serie di accordi bilaterali siglati fra gli USA e singoli
paesi e infine estesi al grosso della comunità internazionale.
L’evoluzione
del sistema di ricerca scientifica e sviluppo tecnologico (R&S) nel mondo
non è stato intaccato dalla crisi economica e finanziaria che nell’anno che si
va chiudendo, il 2009, ha
raggiunto il suo apice.
Lo ha annunciato, nella sua
conferenza stampa di fine anno, il Ministro dell’economia Giulio Tremonti: il
cosiddetto “scudo fiscale” ha avuto un andamento per la casse del tesoro
migliore di quanto previsto. Gli introiti hanno superato gli 80 miliardi. Lo
Stato avrà una maggiore disponibilità di 1 o 2 miliardi.
La Francia ha deciso di investire 35 miliardi nella costruzione accelerata della società della conoscenza come pacchetto per uscire dalla crisi e avviare uno sviluppo più sostenibile.
Insegnare non è mai
facile, ma insegnare la scienza lo è ancora meno, soprattutto in una scuola come la nostra dove
ci si ostina ad applicare il modello della lezione frontale. Si veda a questo proposito anche
quanto emerso dall’indagine GfK Eurisko, “Problemi, bisogni e aspettative del
docente di materie scientifiche nella scuola superiore”, condotta per conto
di Linx.
Le peculiarità della scienza e le soluzioni del teatro
Siamo ormai alle battute
finali di questo 2009, Anno Internazionale dell’Astronomia. Si concluderà
formalmente con una cerimonia internazionale organizzata a Padova nei giorni 9
e 10 Gennaio, a quattrocento anni esatti dalle osservazioni di Galileo dei satelliti
di Giove.
Il 15 gennaio 2006 la sonda Stardust della NASA ha inviato a Terra il
materiale “raccolto” nella chioma della cometa Wild 2. Si tratta di ghiaccio e
polvere. L’analisi condotta in condizioni cento volte più asettiche che in un
laboratorio di ospedale, è iniziata subito. Ma nelle scorse settimane è stato
annunciato che nei campioni inviatici da Stardust
e, dunque, nella chioma della cometa c’è, tra l’altro, glicina: uno dei venti
aminoacidi che costituiscono le proteine, le grandi molecole che, con gli acidi
nucleici, caratterizzano la vita sulla Terra.
Qualunque fossero i veri obiettivi dell’azione di pirateria telematica che violando i computer della University East Anglia (Gran Bretagna) ha reso pubbliche centinaia di e-mail di alcuni noti studiosi dei cambiamenti climatici, la credibilità di questi ultimi ne risentirà a lungo. Si tratta, com’è noto, di autorevoli esponenti del gruppo che attribuisce alle attività umane e ai gas serra il cosiddetto riscaldamento globale.
Alla
conferenza di Copenaghen i grandi della Terra devono fare attenzione
a non far cadere l’umanità dalla padella nella brace del
riscaldamento globale, anche allungando i tempi delle decisioni. Che
devono rapide e significative, soprattutto nelle scelte energetiche. Fra
tutte le risorse di cui abbiamo bisogno, l’energia gioca un ruolo
particolarmente importante, non solo perché usiamo energia in ogni
azione della nostra vita, ma ancor più perché c’è energia
incorporata in ogni prodotto della nostra attività.